Uno scenario tutt’altro che roseo

VALORE GLOBALE, la newsletter che analizza l’economia globalmente

Guerra, crisi energetica, inflazione hanno sconvolto le previsioni e cambiato gli scenari globali futuri.


Mentre la battaglia continua ad infuriare negli spazi territoriali ucraini, le potenze non direttamente coinvolte nel conflitto si trovano costrette ad affrontare più sfide simultaneamente. L’intraprendenza di Mosca, le cui truppe sono attualmente impantanate nei dintorni della città ucraina di Severodonetsk, ha generato ed amplificato una serie di crisi a cascata, di cui il mondo avrebbe fatto volentieri a meno, dopo i due anni di pandemia globale da Covid-19. Il conflitto ha direttamente provocato diminuzione del commercio, crisi energetica, inflazione: tutte problematiche che hanno stravolto i piani economici post-pandemici, con danni rilevanti per le popolazioni.

L’inflazione galoppante è ciò contro cui i decisori politici devono confrontarsi in primis. Aumento del costo delle materie prime, disruptions lungo le supply chain, lockdown generati da covid, mancanza di personale sono le ragioni principali dietro l’impennata dei prezzi globale. Per la prima volta nella storia, ad esempio, il Giappone ha fatto registrare un’inflazione del 2%, un obiettivo ricercato da tempo ma che arriva per le ragioni sbagliate, nel momento meno adatto, dato che l’economia del paese è più ristagnante che mai. Inflazione che ha raggiunto livelli molto più alti e preoccupanti in Europa e negli USA: in Gran Bretagna ha raggiunto un livello allarmante del 9%, mentre l’indice dei prezzi al consumo statunitense, benché in diminuzione, si è fermato al +8,3%. E’ lo scenario di un’inflazione troppo alta, con una conseguente recessione, che le banche centrali devono combattere. Ed è proprio in questa direzione che sono dirette le scelte del governatore della FED Jerome Powell, intenzionato ad alzare i tassi diverse volte nel corso dell’anno, trascinando con se anche la governatrice della BCE Christine Lagarde, finora molto più restia. E’ un sentiero stretto quello nel quale devono muoversi i governatori:devono raffreddare il prima possibile l’inflazione, evitando la recessione e la disoccupazione.

L’andamento dell’inflazione UK nel tempo

Il crollo delle cryptovalute aggiunge tensione ad un momento non particolarmente fortunato. Il fallimento dell’esperimento dell’ecosistema Terra/Luna, oltre a mettere in crisi la creazione di Do Kwon, ha aumentato il senso di sfiducia nei confronti d tutto il sistema delle valute crypto. Si tratta di asset che sono ciclicamente sottoposti a periodi di forti rialzi seguiti da ribassi altrettanto marcati, ma negli ultimi tempi, da strumento riservato a pochi adepti, le cryptovalute erano diventate molto più mainstream, entrando a far parte dei portafogli di molti investitori. Il crollo del loro valore, qualora non fosse seguito dal solito rialzo, causerebbe la perdita di un’importante fetta di investimenti, nonché potrebbe mettere in discussione un interessante esperimento finanziario che, oltre a difetti evidenti, ha introdotto concetti innovativi nell’ambiente delle valute digitali.

Sul fronte dell’unica moneta realmente globale, il dollaro, sono due i movimenti da osservare. Nei confronti del rublo russo, il biglietto verde continua a perdere, dopo un forte apprezzamento dovuto all’inizio del conflitto ucraino. La strategia di Putin di evitare il deprezzamento della moneta nazionale sta funzionando, ma è presto per capire se alla lunga durerà.

L’andamento del rapporto Rublo/Dollaro

E’, invece, totalmente a favore del dollaro il rapporto con lo yen giapponese. Un trade che travalica le questioni puramente valutarie e che identifica la sempre maggior perdita di appeal di Tokyo.

L’andamento del rapporto Dollaro/Yen

Sembra un pò in declino il settore tecnologico. Mentre la ribalta dei titoli internazionali è tutta per la vicenda tragicomica Elon Musk-Twitter, il settore tecnologico ha perso l’aura di infallibilità e di paradiso degli investitori che l’ha circondato in questi anni. Alle difficoltà di Twitter, Facebook e di tutto il mondo social, si sono aggiunte quelle di Netflix e Spotify: la fine delle restrizioni legate alla diffusione del virus Covid-10 ed il presentarsi di alcune difficoltà economiche, hanno spinto molte persone ad eliminare le spese futili. La stessa sorte sembra toccare, con tempistiche più lente, alla tanto agognata transizione verso l’elettrico, messa in crisi dalle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e dalle disruptions lungo le supply chain. Difficoltà con le quali devono scontrarsi anche i settori industriali più tradizionali, come il settore automobilistico, che sconta la carenza di semiconduttori.

Con molte decisioni importanti da prendere, diversi eventi elettorali importanti, incertezza generalizzata e cambiamenti epocali nella società, lo scenario futuro dell’economia globale non è roseo.

Danilo Giordano

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