Stallo ucraino

Scacchiera mondo, il luogo dove tutti fanno la propria mossa

La situazione ucraina sembra cristallizzata, mentre tutto il resto, lentamente, si muove.


Un pò a tutti sembra di essere arrivati ad un punto di stallo nella contesa militare tra Russia e Ucraina, così come in quella diplomatica tra Mosca e l’insieme delle cancellerie schieratesi a sostegno di Kiev. Le sanzioni mordono l’economia russa, che nessuno sa precisamente per quanto tempo potrà resistere, ma l’aumento dei prezzi delle commodities energetiche picchia duro anche sulle principali economie occidentali, le quali pensavano di potersi riprendere in fretta dai danni causati dall’epidemia. Queste considerazioni pesano molto sul dibattito intorno al conflitto ucraino e sulle scelte diplomatiche, strategiche e militari presenti sul tavolo. E’ chiaro che se il fardello per le popolazioni europee, non direttamente coinvolte nel conflitto, dovesse aumentare o prolungarsi per un periodo eccessivo, bisognerà scendere a patti col nemico. Zelensky non sarà d’accordo, ma dovrà accettarlo, nessuno era pronto a morire per Kiev prima, nessuno lo è, tantomeno, adesso.

L’eventuale adesione di Svezia e Finlandia alla NATO rappresenterà un booster importante per l’autostima dell’Alleanza del Nord Atlantico, anche se non sarà risolutiva, e avrà i suoi effetti benefici sul futuro strategico dell’Europa. Proprio all’Europa si è rivolto il neo rieletto presidente francese Emmanuel Macron, che ha richiamato l’esigenza di una nuova comunità europea che possa includere anche l’Ucraina. E’ risaputo che la Francia spinge molto per la costruzione/costituzione di un esercito europeo nel quale, attraverso la force de frappe, possa avere una posizione dominante, e grazie al quale possa tenere a bada i tedeschi. Berlino, però, ha deciso di incrementare, e di molto, le spese per gli armamenti e questo costituirà un importante nodo strategico per il futuro. Vacilla, sempre più, la posizione della Gran Bretagna, espressasi con fare duro nei confronti della Russia, ma tormentata da una leadership debole come quella di Boris Johnson e dai problemi irrisolti con l’Unione Europea, che potrebbero riaccendere la questione nordirlandese.

Gli Stati Uniti di Joe Biden, tra un gaffe e una provocazione, continuano a cercare alleati e a tessere la loro rete strategica. Il presidente Biden si recherà in un viaggio in Asia e sarà pronto a sottolineare l’impegno statunitense nel quadrante pacifico, dinanzi ad amici e probabili amici, inquieti per l’attuale situazione internazionale. Il pericolo russo e la snervante posizione attendista cinese preoccupano, e non poco, gli alleati del Pacifico, in primis l’India di Narendra Modi, il quale si è guardato bene da una eccessiva esposizione sul fronte ucraino. Un pò meno preoccupato il Giappone del premier Fumio Kishida, non perché poco coinvolto dalla contesa globale, ma perché preoccupato soprattutto da un’economia che stenta a riprendere ritmi di crescita economica decenti, affossata da una moneta poco appetibile. Tutto ciò avviene dopo una terribile pandemia che ha causato numerosi morti ed un cambiamento profondo che comprenderà digitalizzazione e transizione energetica. Nonostante lo stallo ucraino, il mondo, tutto attorno, si muove.

Danilo Giordano

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