Una tempesta perfetta?

Il Rinoceronte e il Cigno, newsletter globale di politica, economia, strategia

Si appresta un mix micidiale di guerra, inflazione, pandemia.


Lo sviluppo del conflitto ucraino procede rispettando un copione oramai consolidato. Da un parte la Russia che continua la sua avventura militare, oramai concentrata esclusivamente sulla parte orientale dell’Ucraina, minacciando di tanto in tanto l’utilizzo di armi nucleari, l’ultima delle quali una non meglio precisata arma segreta. Dall’altro lato Stati Uniti ed il resto della NATO che continuano ad offrire il loro sostegno incondizionato all’Ucraina, provvedendo all’invio di ingenti quantitativi di armi e consiglieri militari. Lo scopo di tutto ciò nelle parole dirette del Segretario alla DIfesa Lloyd Austin, ovvero ridurre la Russia a non poter più nuocere. Bisognerà capire se ciò significhi ridurre la capacità offensiva russa attraverso una lunga guerra di logoramento oppure mirare alla scomparsa della Russia così come la conosciamo. In un angolo, un pò in disparte la Cina di Xi Jinping che, in questi giorni molto complicati, si trova ad affrontare una difficile situazione interna, con la ripresa dei contagi del virus Covid-19 e la necessità di istituire lockdown selettivi che avranno un effetto negativo sull’economia del paese,e non solo. Pechino viene data molto vicina alle posizioni russe, ma la realtà è che sta giocando una partita tutta sua, convinta che l’offensiva militare e diplomatica statunitense sia rivolta contro di lei. Una rara ma importante conversazione telefonica tra i ministri della difesa statunitense e cinese sembra sia servita proprio a chiarire le reciproche posizioni: determinata strategia d’attacco statunitense contro attendismo cinese.

Strategia d’attacco che ha intrapreso anche uno dei più stravaganti, dissacranti, facoltosi miliardari del globo, Elon Musk. Il CEO di Space X e Tesla, ha deciso di prendere il possesso di Twitter, uno dei social più utilizzati del globo, e nel giro di qualche settimana ha costretto il CEO Parag Agrawal, il suo fondatore Jack Dorsey, e tutto il board dell’azienda di San Francisco ad accettare l’offerta di 44 miliardi di dollari dell’imprenditore di origini sudafricane. Musk ha dichiarato che intende fare del social una vera e propria piazza pubblica, in cui ci sia completa libertà di parola, oltre a cercare nuovi modi per far fruttare un social che, nonostante la popolarità globale, negli ultimi tempi era sembrato un pò stantio. Nella mente di molti, la mossa di Elon Musk potrebbe condurre ad una riabilitazione dell’ex presidente Donadl Trump, bandito dal social per i suoi contenuti poco ortodossi, che avrebbero ispirato e sostenuto le proteste di Washington del 6 gennaio 2021. Siamo in un’epoca in cui il potere dei social, la loro capacità di influenzare e indirizzare il discorso pubblico, ha raggiunto livelli mai visti: l’eventuale apertura di Musk a Donald Trump porterebbe una maggiore incertezza per le prossime elezioni presidenziali del 2024, alle quali il magnate newyorkese ha intenzione di partecipare.

E chissà che Trump non riesca a vincere di nuovo, cavalcando il malcontento popolare per un’economia che soffre a causa dell’alta inflazione che erode le magre entrate dei cittadini statunitensi. Fenomeno, quello dell’inflazione galoppante, con la quale dovranno fare i conti tutti i paesi che si recheranno alle elezioni nei prossimi anni. Ha già dovuto farci i conti il neo rieletto presidente francese Emmanuel Macron, che si è confermato alla guida del paese con ampio margine rispetto alla rivale Marine Le Pen, ma ha lasciato sul campo parecchi voti alla destra nazionalista, con la quale dovrà fare i conti alle prossime elezioni politiche del 12 giugno. Un ‘inflazione che è il vero convitato di pietra delle politiche nazionali e che determinerà una larga fetta del voto in tutte le prossime elezioni, a meno che non si riesca a porre un freno attraverso tempestive decisioni da parte della banche centrali. L’ultimo dato preoccupante l’ha fatto registrare l’eurozona che raggiunto un’inflazione del 7,5%, il dato più alto di sempre, proprio mentre dall’altra parte dell’oceano l’economia statunitense, nel primo trimestre 2022, metteva a segno una contrazione di -1,4% anno su anno. Scenario difficile a cui si aggiunge la ripresa dei contagi da virus Covid-19 in Cina, dove dopo la città di Shanghai ad essere colpita è adesso Pechino, la capitale dell’Impero di mezzo. Guerra, inflazione, epidemia: un mix micidiale per una tempesta perfetta?

Danilo Giordano

Categorie:Political Risk

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...