Il grande acceleratore

Scacchiera mondo, il luogo dove tutti fanno la propria mossa

Il conflitto ucraino grande acceleratore dello scacchiere globale.


Mentre nel nostro paese diventa sempre più difficile affrontare un dibattito serio sul conflitto in Ucraina, le questioni strategiche diventano sempre più rilevanti. Cosa succederà in caso di sconfitta dell’Ucraina? Cosa accadrà in caso di conquista del Donbass allargato e ritiro della Russia dal resto del territorio? E’ giusto inviare armi all’esercito ucraino e con che modalità? Come comportarsi con il gas ed il petrolio proveniente dalla Russia? Cosa farà la Germania? E gli USA? E la Francia? Tutte domande, insieme a tante altre ancora, che andrebbero analizzate insieme alle innumerevoli risposte che si potrebbero dare, con lo scopo di produrre tutti gli scenari eventuali e fare la miglior scelta possibile. Sono le domande che una nazione fiera di se stessa, che mira ad avere un posto importante nello scacchiere globale deve porsi, alla ricerca di risposte che soddisfino e creino le premesse per il suo posizionamento strategico. Sono le domande che USA, Russia, Cina, Germania e, in parte, Turchia si pongono quotidianamente.

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha già apportato profondi cambiamenti nello scacchiere globale ed ulteriori ne avverranno. Partendo dal quadrante europeo ha cambiato sia la Germania che l’Unione Europe. La prima, trascinata nel conflitto nel bel mezzo di un cambio politico generazionale, dopo i quattro mandati di cancellierato di Angela Merkel, ha riscoperto il suo settore della Difesa, per il quale ha aumentato consistentemente il budget, diventando il terzo paese al mondo per le spese militari. Aumento della spesa che ha rizzare le orecchie a chi ha sempre temuto, la storia lo insegna, una Germania armata fino ai denti nel cuore dell’Europa, proprio nel momento in cui sembra in discussione la storica amicizia con la Russia. L’Unione Europea, invece, grazie anche alla sua solida e compatta risposta nei confronti della Russia, sembra aver posto le basi per un futuro in direzione di un esercito comune europeo. I passi da compiere sono ancora tanti, ma la forza e l’unità (eccezion fatta per l’Ungheria) con cui la UE si è espressa nei confronti di una minaccia esterna, fanno ben sperare nel compimento di un processo che possa fornire al consesso europeo l’attributo militare, da aggiungere a quello economico. Infine è cambiata la NATO, non tanto nei modi e nelle finalità, bensì nella percezione. Si è passati da un’organizzazione dichiarata in morte cerebrale, ad una struttura viva e vegeta, alla quale molti altri stati vorrebbero partecipare. Ed ecco Svezia e Finlandia, paesi piuttosto recalcitranti, che fanno a gara per entrare nella NATO, sull’onda di opinioni pubbliche molto favorevoli. Ecco leader come Marine Le Pen che, nel dibattito per la presidenza francese, provano a rimettere in discussione l’appartenenza della Francia al Patto Atlantico, ricevendone sonore stroncature. Il futuro si prospetta incerto e pericoloso, c’è bisogno di più NATO, magari estesa anche al quadrante asiatico.

A medio e a lungo termine cambieranno anche Cina e Russia, la seconda in posizione subalterna rispetto alla prima. E affioreranno nuovi attori, vecchie situazioni ritorneranno a galla, altre si complicheranno. Il conflitto ucraino sarà il grande acceleratore dello scacchiere globale dei prossimi anni.

Danilo Giordano

Categorie:Political Risk

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