Alti e bassi

Analisi di ciò che si muove, vende, compra nel mercato globale

Alcune commodities sono in calo, altre perseguono il trend rialzista.


Le incertezze circa le conseguenze e le evoluzioni del conflitto in Ucraina, non sembrano influire molto sul Baltic Dry Index, il quale si mantiene ad un livello di tranquillità. Al momento non hanno influito le misure intraprese dal governo cinese nei confronti della città di Shanghai, nei confronti della quale è stato istituito un duro lockdown, a seguito dell’aumento dei casi di positività da Covid riscontrati nell’ultimo periodo. Non è dato sapere, pertanto, se il basso livello dell’indice possa durare, o sia destinato ad impennarsi nei prossimi mesi, soprattutto nel caso in cui la guerra dovesse estendere i suoi strali oltre al territorio ucraino conteso.

L’andamento del Baltic Dry Index (marzo-aprile)

La guerra in Ucraina lascia un senso di incertezza generale che si ripercuote, ovviamente, sul mercato delle commodities, dove la Russia riveste un peso rilevante. La tensione riguardo al prezzo del petrolio si è affievolita nel corso delle ultime settimane, anche in virtù delle politiche sui prezzi messe in campo dai singoli stati nazionali, per combattere gli eccessivi aumenti registrati dal 24 febbraio, data dell’offensiva russa in Ucraina. Così come non è da trascurare la coraggiosa decisione di Washington di attingere alle proprie riserve strategiche, rilasciando sul mercato 180 milioni di barili di petrolio nei prossimi sei mesi. Una decisione importante, intrapresa anche per questioni elettorali, che testimonia, però, anche che gli alleati del Golfo non stanno fornendo il consueto supporto alla politica energetica USA. Il prezzo del barile si è attestato stabilmente sotto i 100 $, e non sono esclusi ulteriori ribassi.

Andamento della quotazione del petrolio

Rimane alta la tensione intorno al prezzo del gas, perché il peso specifico della Russia riguardo a questa commodities è molto più elevato di quello del petrolio. Anche in questo caso gli USA hanno deciso di intervenire, promettendo la fornitura di GNL, per cercare di calmierare il prezzo del gas, senza riuscirci per il momento. L’attività statunitense, però, ha avuto il pregio di sollecitare gli stati europei a cercare nuove soluzioni, per diminuire l’impatto della dipendenza dai rifornimenti russi: Italia e Germania, hanno introdotto misure per ridurre il consumo di gas, e allo stesso tempo si stanno spendendo in viaggi diplomatici verso quei paesi, già fornitori, che potrebbero fornire ulteriori quantità.

Andamento della quotazione del gas

L’aumento del prezzo delle commodities sta già causando l’aumento del prezzo dei cibi e di molti beni di prima necessità. Ma ciò che preoccupa di più gli analisti, che li ha spinti a paventare una prossima crisi globale alimentare, è l’aumento del prezzo dei fertilizzanti. L’aumento del prezzo dei carburanti e quello dei fertilizzanti, potrebbe mettere in seria difficoltà numerosi contadini per le spese da sostenere, conducendo ad una riduzione della produttività, proprio in un periodo in cui, a causa del conflitto, ci sarebbe bisogno di quantità ulteriori.

Nonostante abbiano avuto l’accortezza di aumentare le scorte di materiali critici, l’industria dei semiconduttori non potrà resistere a lungo agli ulteriori scompensi generati dal conflitto in Ucraina, i quali si vanno ad aggiungere alle criticità create dalla pandemia. Diverse attori del settore hanno agito di conseguenza, aumentando le loro scorte di materiali critici, ma in questo periodo così confuso non è bastato.

Danilo Giordano

Categorie:Political Risk

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