Il lungo scontro tra USA e Cina

Scacchiera mondo, il luogo dove tutti fanno la propria mossa

Sappiamo che il lungo scontro tra Stati Uniti e Cina è iniziato, ma non sappiamo dove porterà.


Tra poco saremo ad un mese esatto dall’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina e non sembra esserci, al momento, uno spiraglio di risoluzione. Stiamo ancora cercando di capire cosa voglia la Russia e cosa l’Ucraina per porre fine a questo scontro nel cuore dell’Europa. Da più parti si parla delle difficoltà che l’esercito di Vladimir Putin starebbe riscontrando nella sua avanzata lungo il territorio ucraino e di come questa difficoltà possa determinare le sorti della vicenda. Alcuni esponenti del governo USA hanno parlato di una richiesta di aiuto di Mosca a Pechino, per avere sostegni economici e militari, i primi per controbilanciare le pesanti sanzioni che la comunità occidentale ha inflitto al governo russo, i secondi per sopperire alla vetustà delle dotazioni militari russe, messe in difficoltà da un esercito non proprio performante, come quello ucraino. Colloqui, telefonate, incontri, triangolazioni diplomatiche stanno andando avanti a tutto spiano, ma non sembrano sortire effetti ragguardevoli.

Inutile forse ribadire che la contrapposizione tra Russia e Ucraina potrebbe deflagrare oltre il quadrante orientale d’Europa e cambiare enormemente gli scenari globali. E’ indiscutibile che la rudezza dell’intervento russo abbia avuto due effetti immediati inattesi: rivitalizzare la NATO, che era ferma alla morte cerebrale dichiarata dal presidente francese Emmanuel Macron, e creare un’unità europea vera, al quale si chiede, adesso a gran voce, di dar vita ad un esercito comune. In questo contesto si potrebbe aggiungere un ulteriore effetto collaterale causato dall’iniziativa di Mosca: riattivare il militarismo della Germania e del Giappone, le due nazioni uscite pesantemente sconfitte dal secondo conflitto mondiale e costrette ad un pacifismo inserito addirittura in costituzione. Ma i tempi eccezionali richiedono misure eccezionali e, di un’eventuale ricaduta militaresca di Germania e Giappone se ne riparlerà in futuro. Per non parlare del fatto che nazioni da sempre avverse ad un eccessivo coinvolgimento nella NATO, Svezia e Finlandia i due esempi più clamorosi, stanno valutando attentamente un ingresso nell’organizzazione atlantica.

Inutile dire che agli occhi degli esperti la conflagrazione in territorio ucraino, altro non è che il primo capitolo di una lunga contesa che porterà la potenza dominante statunitense e quella emergente cinese a scontrarsi. Non è facile affermare se questo scontro avverrà con i boots on the ground oppure attraverso le dinamiche già conosciute di una nuova guerra fredda. La Russia, potenza declinante, si trova presa nel mezzo dai due giganti USA e Cina, con il primo alla ricerca spasmodica di un modo per non mollare lo scettro, e la seconda alla ricerca di un equilibrio interno ed interiore che le possa permettere di assurgere al rango di potenza globale. Il delicato equilibrio in cui la Cina deve muoversi lo si vede proprio in questi giorni, con Pechino che non fa mistero di sostenere Mosca, ma allo stesso tempo mostra cautela, sistemandosi in una posizione di attesa. In questo delicato scontro tra potenze ci finisce di tutto: nazioni, governi, multinazionali, organizzazioni. Insomma, il lungo scontro tra Stati Uniti e Cina è iniziato, ma non sappiamo dove porterà.

Danilo Giordano

Categorie:Political Risk

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