Il vaso di Pandora delle commodities

Analisi di ciò che si muove, vende, compra nel mercato globale

I rialzi generati dal conflitto si estendono a sempre maggiori commodities, scoperchiando il vaso di Pandora dell’eccessiva dipendenza dalla Russia.


Le conseguenze del conflitto militare che oppone Russia ed Ucraina non potevano non avere conseguenze anche sul piano economico. Gli impedimenti al libero commercio causati dalle ostilità nel cuore del continente euro-asiatico, unite alle sanzioni che l’Occidente sta infliggendo alla Russia, con inevitabili ritorsioni da parte di Mosca, hanno generato un corto circuito di alti prezzi e scarsità. Se consideriamo che veniamo da un periodo di altrettante criticità causate dalla pandemia, ci rendiamo conto della gravità della situazione. Primo indicatore di queste difficoltà è il Baltic Dry Index, i cui valori continuano a rimanere alti: c’è da dire che contribuiscono a questo alto livello anche l’aumento del numero dei contagi da Covid in alcune aree della Cina, la cui politica molto restrittiva prevede l’immediata chiusura dei porti e la messa in quarantena di intere città. Insomma, l’incertezza riguardante la stabilità della supply chain globale continua ad essere molto alta. Una criticità che potrebbe essere incrementata da un’altra statistica: il 14% dei marittimi del mondo sono russi o ucraini.

L’andamento del Baltic Dry Index

In questi ultimi giorni le quotazioni di petrolio e gas sono in discesa, segno dell’affievolirsi della speculazione, piuttosto che della soluzione del problema, visto che ad oggi nessun accordo tra Russia e Ucraina è stato sottoscritto. Ci sono state giornate in cui il barile di petrolio ha sorpassato i 130 dollari, così come il gas ha sfiorato i 5.200 dollari per MMbtu. L’altalena dei prezzi delle due principali commodities energetiche preoccupa non poco i governi occidentali, e non solo, i quali speravano di poter utilizzare la ripressa economica post-pandemica per ricostruire quanto il virus aveva distrutto. E invece, il conflitto russo-ucraino, unito all’inflazione galoppante, mette a rischio qualsiasi tipo di progetto di ripresa ruggente. Ed ha costretto gli USA anche a rivedere le proprie posizioni nei confronti di alcuni stati, come il Venezuela dell’eretico Nicolas Maduro, al quale è stato chiesto di diventare l’ancora di salvezza di questo sciagurato periodo.

L’andamento del petrolio
L’andamento del Gas naturale

Non di solo petrolio e gas si campa, però. Russia e Ucraina producono, da sole, circa il 25% del grano mondiale, ed anche qui la dipendenza dalle loro forniture è molto elevata in alcuni paesi. La paura è che il prolungarsi della crisi possa generare una crisi di insicurezza alimentare. Per ora, ancora una volta, sta generando un rialzo elevato delle quotazioni, che molto presto si trasferirà nel prezzo ai consumatori, sia in maniera diretta (pasta, pane, farina), che indiretta, attraverso i prodotti dell’allevamento.

L’andamento del Grano

Incredibile il rialzo avuto dal nickel,un componente fondamentale dell’attuale economia legata alla transizione energetica. Il suo eccessivo rialzo ha costretto il London Metal Exchange, il mercato dove viene quotato, a sospendere le contrattazioni fino a data da destinarsi. Nella sua centenaria storia, il LME era rimasto chiuso per pochissime volta. Anche questo è un cambiamento epocale che pandemia e conflitto hanno portato nel nostro tempo.

L’andamento del Nickel

Danilo Giordano

Categorie:Political Risk

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