Caffè e chips

Analisi di ciò che si muove, vende, compra nel mercato unico globale

Con l’approvazione dello European Chips Plan la UE cerca di dare una risposta ai competitor globali, ma l’inflazione incombe e si allarga a diversi beni primari.


Nel corso del primo mese dell’anno, Il Baltic Dry Index (BDI) ha fatto registrare una netta decrescita rispetto ai livelli massimi raggiunti nel mese di ottobre del 2021. Un segnale che i colli di bottiglia, generati e amplificati dal coronavirus, si sono ormai risolti. Qualche segnale negativo potrebbe nuovamente giungere dalle minacce di guerra tra Russia e Ucraina, ed il conseguente interessamento degli USA e del fronte occidentale in contrapposizione a quello orientale. Un andamento confermato anche da Maersk, uno dei principali operatori del settore trasporti navali, che prevede una diminuzione delle criticità nella seconda metà dell’anno: la diminuzione dei contagi da coronavirus e la cancellazione delle limitazioni, dovrebbero aiutare a sfoltire le code nei principali porti americani. Nel pieno di un vero e proprio boom economico, Maersk ha annunciato una serie di iniziative per la riduzione delle emissioni della sua flotta.

L’andamento del Baltic Dry Index nel mese di gennaio 22

La criticità sembra adesso essersi spostata sul settore energetico, gas e petrolio iin particolare. Spinti già dalle difficoltà legate alla supply chain e alla transizione energetica in itinere, gas e petrolio hanno subito ulteriori rialzi a causa della possibile situazione conflittuale ai confini tra Ucraina e Russia, che potrebbe spingere il prezzo del barile oltre i 100$. Non è facile prevedere come si evolverà la situazione sul campo, ma questa nuova minaccia sta mettendo in crisi il fronte occidentale, dove le posizioni nei confronti della minaccia russa sono diverse e contrastanti. La possibilità di una guerra potrebbe essere più deleteria di una guerra effettiva che, in maniera paradossale, potrebbe riunire il fronte occidentale, guidato da USA e NATO. In questo contesto già complicato, l’Unione Europea, per il tramite della Commissione, ha deciso di intraprendere i primi passi concreti per l’inserimento del nucleare e del gas tra le fonti energetiche per la transizione green. Il cambio di tassonomia per le due controverse fonti energetiche servirà, nei piani della UE, a consentire un aumento degli investimenti privati in questi due settori, in modo da consentire una transizione più soft, che permetta, innanzitutto, di accantonare l’utilizzo del carbone, ritenuta, al momento, la fonte più inquinante.

(Andamento di Brent, WTI e Gas naturale))

Ma la Commissione UE, per bocca della sua presidentessa Ursula von der Leyen, ha deciso di portare avanti anche un altro progetto, lo European Chips Plan. Si tratta di un piano europeo che prevede l’investimento di 15 miliardi di euro, oltre ai 30 miliardi già previsti dal Next Generation EU, per rinforzare la produzione di semiconduttori. E’ un progetto forse un pò tardivo, dato che l’Europa era leader in questo settore, salvo poi lasciare ad altri l’onere della produzione dei chips, ma che, nel medio lungo termine, potrebbe alleviare alcune delle difficoltà che sono già presenti lungo le catene logistiche di molti settori. E soprattutto potrebbe alleviare la dipendenza europea da Taiwan, il principale paese produttore al mondo, il cui destino e autonomia sono fortemente in bilico, da quando la Cina ha dato vita ad una politica estera più aggressiva.

(L’andamento della produzione globale di semiconduttori)

Per chiudere due note di merito su due prodotti, il caffè ed il succo d’arancio. Entrambi, nel corso del 2021, hanno vissuto un anno in forte crescita, raddoppiando il loro valore rispetto al 2020. Il primo, oltre agli effetti della pandemia sulle catene logistiche, ha risentito di alcuni eventi atmosferici estremi che ne hanno pregiudicato la produzione e, quindi, il prezzo finale. Il secondo ha subito gli effetti di una malattia che colpisce i rami degli alberi, rendendoli meno forti e causando la caduta anticipata del frutto. Cosa comporta tutto ciò? I produttori e i venditori scaricano sul consumatore finale le minori entrate e i maggiori costi sostenuti. Non una buona notizia, in un periodo già di alta inflazione.

L’andamento del caffè nel corso del 2021

Danilo Giordano

Categorie:Political Risk

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