Segreti, rivelazioni e pandemia


Nonostante i segreti rivelati dai Pandora Papers e le dichiarazioni sul mondo Facebook, non ci saranno grossi sconvolgimenti. Sarà la fine della pandemia a svelare le criticità da affrontare nei prossimi anni.


Generalmente si pensa che la rivelazione di documenti segreti e riservati possa incidere sugli equilibri politici e societari degli stati interessati, in realtà, a parte lo stupore iniziale, è accaduto poco o nulla sia a seguito della pubblicazione dei Wikileaks che di quella dei Panama Papers. Molto probabilmente accadrà poco anche con le ultime rivelazioni dei Pandora Papers, una seri di documenti segreti che hanno rivelato le ricchezze milionari ammassate da numerose personalità in paradisi fiscali all’estero. L’inchiesta, condotta da un team internazionale di giornalisti, ha rivelato l’esistenza di un sistema segreto offshore utilizzato per nascondere miliardi di dollari dalle autorità, dai creditori, dagli investigatori e, ovviamente, dai cittadini. Nella rete dei Pandora Papers sono finite personalità importanti del mondo della politica come il Re di Giordania Abdullah II e i leader di Repubblica Ceca, Kenya, Ecuador, solo per citarne alcuni, ma anche personalità del mondo dello sport, del business e della televisione. I Pandora Papers, per quanto impressionante la mole di dati, sono destinati a produrre scarsi effetti per una serie di ragioni molto semplici: innanzitutto giungono in un momento in cui l’attenzione generale è concentrata sulla pandemia, poi riguardano personalità di paesi che non possiedono grandi libertà democratiche, ed infine, nella maggior parte dei casi, tali rivelazioni non costituiscono nemmeno reati, ma soltanto comportamenti poco appropriati.

Ha destato maggiore attenzione il malfunzionamento contemporaneo di alcuni social legati alla galassia di Mark Zuckerberg, ovvero Facebook, Whatsapp e Instagram, i quali, nella giornata di lunedì, sono stati fuori uso per diverse ore. Segno dei tempi, si potrebbe dire, ma anche di una società, sempre più globale, che ormai ha perso di vista le reali priorità della vita quotidiana, rimasta scossa, più che dai Pandora Papers, dalle perdite enormi che le società di Zuckerberg dovranno sostenere, circa 2.3 miliardi di dollari! La realtà è che queste app di socializzazione sono diventate parte integrante della nostra vita, misurano le nostre giornate, e ci sono sempre più persone che le utilizzano per lavorare, riuscendo a creare veri e propri lavori e brand globali. Non è possibile più ignorarle e anche governi ed istituzioni internazionali devono farci i conti. Probabilmente, un giorno spariranno all’improvviso, cosi come sono apparse, e ci interrogheremo sulla loro reale utilità. Ma quel giorno è ancora lontano da venire.

Non sembrano lontani, invece, i giorni in cui l’Unione Europea dovrà fare i conti con la Polonia. La Corte Costituzionale polacca, spinta a questa decisione dall’atteggiamento del governo, ha sancito la preminenza del proprio diritto rispetto a quello europeo. Ci aveva già provato la corte di Karlsruhe in Germania, senza riuscirci, ma questa è’ una sentenza dal sapore politico ancora più forte, che accentua ancora di più lo scontro tra Varsavia e Bruxelles, ai ferri corti già da diversi mesi a causa dei provvedimenti intrapresi dal governo Morawiecki-Kaczynski. C’è la permanenza della Polonia all’interno della UE in palio, ma soprattutto ci sono i miliardi di euro di cui Varsavia ha beneficiato più di tutti in questi anni e che hanno permesso uno straordinario sviluppo del paese. La sensazione è che alcuni governi dell’est europa, oltre alla Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, abbiano intrapreso una pericolosa china discendente nei confronti della loro appartenenza alla UE e del rispetto delle regole comunitarie; una china che si intreccerà inevitabilmente con gli strascichi inevitabili che questa pandemia lascerà.

Contrasti in seno all’Unione Europea, scontro tra Francia e Gran Bretagna, ridefinizione di nuovi scenari geopolitici, disruptions lungo le supply chain globali, aumento dei prezzi dell’energia, transizione energetica e sostenibile, sono solo alcuni strali delle evoluzioni che la pandemia, in qualità di grande acceleratore, sta spingendo in avanti. Ciò che dovrà essere valutato approfonditamente saranno le risposte che politica e società saranno in grado di dare a queste complesse dinamiche che si stanno generando. Saranno necessari provvedimenti economici espansivi che tamponino le inefficienze che inevitabilmente verranno a galla quando la marea generata dal Covid si abbasserà, decisioni politiche coraggiose, intraprendenza e sostegno attivo alla popolazione. Il Post pandemia non sarà una passeggiate e bisogna cominciare a prenderne atto.

Danilo Giordano

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