La sagra delle scelte sbagliate

Le scene a cui stiamo assistendo in questi giorni in Gran Bretagna sono solo l’ultimo risultato di una serie di scelte sbagliate che pongono un grosso dubbio sulle capacità delle attuali classi politiche a livello globale. Sbagliò David Cameron quando, un po’ per sprezzo del pericolo, indisse il referendum per la Brexit nel giugno del 2016, pensando di mettere paura all’Unione Europea e ritrovandosi, invece, lui costretto alle dimissioni, gli inglesi con un problema enorme da gestire. Sbagliarono i democratici USA quando decisero di candidare Hillary Clinton, ben vista dall’establishment ma un po’ meno dalla popolazione, alle elezioni presidenziali del 2016, credendo di vincere facilmente e ritrovandosi, invece, con una grottesca presidenza Trump. Sbagliò Matteo Renzi quando nel dicembre del 2016 indisse, anche lui, un referendum costituzionale che pensava di vincere facile e invece… Ha sbagliato, recentemente, il presidente statunitense Joe Biden nell’organizzare la ritirata USA dall’Afghanistan, consentendo ai talebani di ritornare facilmente al potere e cancellando, di fatto, 20 anni di immani sforzi militari. E ritorniamo in UK dove in questi giorni i britannici si sono accorti che dei 15.000 camionisti andati via dal paese a causa della Brexit ne sono stati rimpiazzati soltanto 500, dove mancano camerieri, facchini, addetti alle pulizie, idraulici, muratori, cuochi, insomma tutti quei lavori che svolgevano i tanto bistrattati cittadini dell’Unione Europea. Il problema nel lungo termine sarà risolta, data la possibilità di integrare le mancanze ricorrendo al contributo delle ex colonie britanniche, ma nel breve causerà molta sofferenza. Ma la questione principale è come hanno potuto Boris Johnson e gli altri membri del governo sottovalutare questioni così evidenti? Come hanno fatto a non capire che sarebbero venute a mancare professionalità basilari dell’economia britannica? Non è dato saperlo. Di certo questo non è e non sarà l’ultimo degli errori commessi da una generazione di politici dalle capacità non proprio evidenti. Il prossimo caso sarà Evergrande?

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