Quando la realtà supera la…realtà

Proscenio globale nel quale si dipanano politica, economia e strategia

QUANDO LA REALTA’ SUPERA LA FANTASIA

Le immagini dei sostenitori di Donald Trump che assaltano Capitol Hill, la sede del Congresso USA dove si stava procedendo alla certificazione dei voti dei grandi elettori, ultimo passo prima dell’insediamento di Joe Biden quale 46° Presidente degli Stati Uniti d’America, rimarranno per sempre scolpite nelle nostre menti. Le scene grottesche apparse sui nostri schermi, mentre ci accingevamo a degustare gli ultimi dolci di queste tristi vacanze natalizie, sono difficili da commentare, così come è difficile comprendere quali e quante conseguenze avranno. Sul fronte occidentale non c’è il rischio che queste immagini possano essere strumentalizzate, benché questo fronte non sia più così compatto come una volta. Proprio negli ultimi giorni dell’anno l’Unione Europea ha condotto in dirittura d’arrivo le travagliate discussioni con la Cina per un accordo commerciale. Quella dell’accordo tra UE e Cina sarà una questione molto spinosa nei futuri rapporti dell’Amministrazione USA con gli alleati europei, soprattutto perché agli americani non è andato giù il fatto che si sia improvvisamente accelerato un processo che dura da 7 anni, quasi a voler anticipare l’insediamento di Biden. La perdita di onorabilità degli eventi del 6 gennaio si è ripercossa anche sugli storici alleati britannici e australiani, entrambi molto accomodanti durante la presidenza Trump e molto caustici, invece, negli ultimi giorni.

Se il campo amico si presenta al limite dell’affidabilità, non lo è ovviamente il campo nemico. Detto dell’accordo commerciale tra CIna e UE, nel corso dei primi giorni dell’anno si sono fatti vivi anche gli iraniani. Teheran, che nel 2021 dovrà affrontare importanti elezioni presidenziali dove a prevalere potrebbero essere le voci più oltranziste, ha fatto sapere di aver ripreso il processo di arricchimento dell’uranio al 20% nel suo sito di Fordow. Questo annuncio, unito alle citate elezioni presidenziali e alla possibilità di una successione dell’Ayatollah Khamanei, rendono il quadro iraniano molto complicato. L’amministrazione Biden ha, tra i suoi punti di politica estera, quello di riprendere i dialoghi sul nucleare iraniano e di riportare in vita il JCPOA, l’accordo sul nucleare faticosamente raggiunto dall’Amministrazione Obama, ma repentinamente cancellato da Donald Trump già nei primi giorni della sua Amministrazione.

Anche in Medio Oriente, altro teatro di fondamentale importanza per gli USA, si è deciso di cancellare gli ultimi quattro anni: i paese del Consiglio di Cooperazione del Golfo, capeggiati dall’Arabia Saudita, hanno deciso di riprendere i contatti con il Qatar, dopo le schermaglie del 2017 che avevano condotto alla rottura di ogni tipo di rapporto. Le immagini dell’abbraccio tra il saudita Mohammad bin Salman ed l’emiro del Qatar al Thani hanno cancellato quattro anni di continue schermaglie, dissapori, controversie, motivate dal pericolo iraniano. Non è facile comprendere l’evoluzione di questo nuovo accordo e prevedere se faciliterà il lavoro del presidente Biden o lo renderà più complicato. Di certo, la decisione di riprendere i contatti, proprio mentre sta avvenendo il cambio della presidenza USA, fa pensare che il problema non fosse proprio l’Iran, ma semmai l’intraprendenza della presidenza Trump. C’è anche il problema petrolio per il Medio Oriente: nella recente riunione dell’OPEC+, l’insieme dei paesi esportatori di petrolio più la Russia, si è decisa la riduzione della produzione di greggio. La mossa è motivata dalla valutazione che il coronavirus impatterà ancora sui consumi e dalla necessità di mantenere i prezzi ad un livello più alto.

Non è solo il mondo politico a muoversi. Nel mondo dell’automobile, la fusione tra quelli che una volta erano l’italiana Fiat e la francese Peugeot, ha fatto molto discutere: nascerà adesso un nuovo gruppo, Stellantis, che sarà il quarto gruppo produttore di auto al mondo e avrà come scopi principali quello di espandersi nel mercato asiatico e di sviluppare la propria dotazione di veicoli elettrici. Vedremo quali saranno i risvolti in Italia di questa fusione che, nonostante gli annunci, vede la parte italiana in secondo piano rispetto a quella francese. Si è risolto con un nulla di fatto la questione Assange, ovvero la richiesta di estradizione della mente dietro la creazione dei Wikileaks. Le autorità britanniche, presso le quali è ora detenuto l’attivista australiano, hanno negato l’estradizione negli USA, dove avrebbe rischiato condanne per oltre 175 anni, sulla base dell’instabilità mentale di Assange che avrebbe potuto condurlo al suicidio. Un altro smacco agli USA, stavolta, per, dal suo alleato storico.

Il problema principale da affrontare resta ancora la diffusione del virus Covid-19. I dati che provengono da tutto il globo mostrano chiaramente che la seconda ondata del virus ha una portata molto più ampia della prima. Anche paesi che avevano avuto un’ottima risposta nel corso della prima ondata, stanno incontrando delle difficoltà: Giappone e Germania hanno deciso di intraprendere dei lunghi periodi di lockdown, al pari di Gran Bretagna e Francia. Negli USA il virus continua a dilagare e l’incertezza post-elettorale ha impedito una presa di decisione forte al riguardo. La speranza è che l’inizio della somministrazione dei vaccini possa ridare a tutti un orizzonte di possibilità, per riprendere a pensare al futuro.

Le immagini di Capitol Hill hanno messo da parte per qualche ora le preoccupazioni comuni per la diffusione del coronavirus e per le restrizioni a cui tutti siamo sottoposti. Ma hanno anche messo da parte il fatto che i democratici, oltre ovviamente alla presidenza, hanno ottenuto un’importante affermazione nel Senato: avendo vinto nelle elezioni del 5 gennaio entrambi i seggi a disposizione, si sono assicurati la maggioranza nella Camera Alta statunitense. Una maggioranza risicata, che verrà continuamente messa alla prova e non permetterà di intraprendere riforme significative, ma comunque un buon inizio per una presidenza che dovrà affrontare le numerose situazioni scottanti lasciate dal presidente uscente Donald Trump.

Eravamo tutti coscienti che in caso di sconfitta del presidente Trump, la transizione non sarebbe stata facile. Sapevamo che il magnate newyorkese avrebbe fatto di tutto per mettere in difficoltà la nuova presidenza, dimostrando, ancora una volta, scarso senso dello stato. Sapevamo tutto. Eppure le immagini di Capitol Hill hanno lasciato tutti a bocca aperta. Quando la realtà supera la…realtà.

Le immagini scioccanti di Capitol Hill

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