Assassini mirati e geopolitica

Dopo l’assassinio dello scienziato iraniano Mohsen Fakhrizadeh, è giunta la notizia di un’altra uccisione eccellente, quella di un capo pasdaran. Non è ancora stata comunicata l’identità dell’ormai ex guerrigliero, il quale pare si apprestasse ad attraversare il confine tra Siria e Iraq al momento dell’uccisione. Di certo, questo assassinio colpisce per la tempistica, avvenuto due giorni dopo quello di Fakhrizadeh e proprio nel giorno del funerale dello scienziato nucleare iraniano. Ma più di tutto colpisce la linea che si sta tracciando tra le riunione segrete svoltesi in Medio Oriente tra Pompeo, bin Salman e Natanyahu ormai una settimana fa, ovvero i rappresentati politici di USA, Arabia Saudita e Israele. Tra conferme sottotraccia e smentite, non è ben chiaro di cosa si sia discusso in quel vertice a tre avvenuto a Ryad, ma non è un’eresia sostenere che queste morti eccellenti possano essere una diretta conseguenza di quel vertice. Resta da capire se dietro tutto ciò ci sia uno scopo strategico, ovvero spingere verso una determinata soluzione in Medio oriente, oppure uno politico, ovvero complicare le cose alla neo amministrazione statunitense a guida Biden.

Categorie:Political Risk

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