Il Rinoceronte e il Cigno #45

Proscenio globale nel quale si dipanano politica, economia e strategia

MASSE IN MOVIMENTO

In questo periodo di staticità imposta dalla diffusione del virus Covid-19, abbiamo visto, per la prima volta dopo tanto tempo, un gran numero di persone autorizzate a muoversi per l’elezione del presidente USA. E le masse, quando si muovono, producono effetti, non sono innocue. L’effetto più importante dell’espressione del voto è quello di cambiare lo scenario politico di un paese, proprio come sta avvenendo negli USA. Da alcuni minuti tutti i principali network televisivi e cartacei hanno assegnato la vittoria finale a Joe Biden, nonostante le operazioni di scrutinio non siano ancora formalmente concluse. La vittoria di Biden non è stata cosi netta come da molti preventivato, benché si sia affermato anche nel voto popolare oltre che in quello dei grandi elettori, ma ha avuto il merito di aver portato alla causa democratica gli stati persi nel 2016, oltre che alcuni stati da tempo saldamente nelle mani dei repubblicani. La battaglia per la presidenza non è finita qui. Nel momento in cui scrivo, in alcuni stati il distacco tra i due contendenti è veramente minimo ed il riconteggio dei voti è un obbligo morale, più che una rivendicazione politica dello sconfitto Donald Trump, non propenso a concedere la vittoria al rivale Joe Biden. Ci vorranno ancora alcuni giorni per completare definitivamente lo spoglio e ce ne vorranno altrettanti per effettuare i riconteggi, almeno lì dove saranno concessi. Ma ci vorranno forse un paio di mesi per conoscere il nome del prossimo presidente USA, considerato che sicuramente gli uomini della campagna presidenziale di Donald Trump si impegneranno al massimo per una verifica completa delle operazioni di voto. Il punto dolente riguarda il voto postale che ha letteralmente ribaltato l’esito delle consultazioni in alcuni stati. Il voto postale, per quanto sia un esercizio preferibile in una nazione che ha raggiunto il record di 100 mila contagiati giornalieri per Covid-19, presenta numerose criticità che aumentano a causa della difformità che c’è tra stato e stato, in merito al conteggio dei voti validi. Per quanto mi riguarda, una verifica puntuale di ogni singolo voto, restituirà a Trump qualche zero virgola di consensi, bisognerà vedere se sarà sufficiente. Ma ciò che preoccupa di più sono i ricorsi che gli uomini di Trump faranno in molte contee dove si è registrato, a dir loro, un flusso anomalo di voti a favore di Joe Biden. E questi ricorsi saranno portati dinanzi alla Corte Suprema, quella Corte dove proprio alcuni giorni prima del voto Trump ha voluto inserire un nuovo membro di marca repubblicana, Amy Coney Barrett, guadagnando una netta prevalenza rispetto ai membri di marca democratica. Al netto di tutto quanto accadrà nel prosieguo, la democrazia americana non ha dato un bell’esempio: non lo ha dato nella campagna elettorale, davvero priva di contenuti rilevati, non lo ha dato nella farraginosità nello spoglio dei voti, che nel passato aveva sempre restituito un vincitore nel giro di 24 ore, non lo ha dato nell’irresponsabilità del presidente uscente Trump, impegnato ad aizzare le folle repubblicane contro il nemico democratico, senza preoccuparsi di risvegliare una violenza mai sopita in alcuni gruppi estremistici. Ci sarà tempo per parlare di come sarà un eventuale presidenza Biden, ma per ora lo spettacolo che ha fornito l’establishment USA è stato tutt’altro che positivo.

Per giorni e giorni la situazione è stata questa

Gli Stati Uniti si sono però anche ammalati in masse. Nella giornata di giovedì 5 novembre i casi di coronavirus hanno toccato la cifra record di 116.000 nuovi contagiati, un picco dovuto soprattutto all’impennata di contagi in Ohio, Indiana e Illinois, mentre qualche giorno prima era stata raggiunta un’altra cifra importante, quella relativa ai decessi giornalieri, pari a 1.529. Ma la situazione di questa seconda ondata di diffusione de virus Covid-19 è preoccupante un pò ovunque. In Italia il governo Conte ha messo in piedi una sorta di lockdown differenziato per zone, stabilendo l’istituzione di misure più cogenti sulla base della valutazione di 21 parametri diversi: sono state individuate regioni gialle, arancioni e rosse, non senza polemica da parte dei rispettivi governatori. Nel resto d’Europa la situazione è altrettanto complicata, con la Francia che nella giornata di sabato ha fatto registrare il suo record, con oltre 80 mila contagiati. Per ora i sistemi sanitari stanno tenendo, ma cominciano a palesarsi le prime criticità legate alla gestione dei Pronto Soccorso e degli interventi di routine. Ed ovviamente ne risente anche l’economia, che sperava in una seconda ondata più soft che permettesse di essere gestita, consentendo altresì il mantenimento delle attività produttive. La Commission Ue ha certificato queste difficoltà, rilasciando le sue previsioni di crescita per il 2021 che sono inferiori alle precedenti: mentre per il 2020 è confermato un calo dell’economia del 7,4%, per il 2021 le aspettative di crescita sono state stimate attorno al 4,1%, 2 punti percentuali in meno rispetto alle precedenti. Ma questa previsione è soggetta alla valutazione di quanto numerose e diffuse saranno le difficoltà che aziende e commercianti dovranno affrontare e se, ovviamente, riusciranno a resistere ad un inverno che si prospetta molto lungo.

Le previsioni della Commissione UE

E masse di denaro si sarebbero dovute riversare nell’economia cinese a seguito della quotazione di Ant, la società di fintech legata al colosso cinese del commercio online Alibaba. La borsa di Shanghai, seguita a ruota dall’altra borda di collocazione ovvero quella di Hong Kong, ha sospeso quella che sarebbe dovuta diventare l’IPO più grande della storia, con una raccolta prevista di 34,5 miliardi di dollari. Alla base della scelta dello stop, secondo lo Shanghai Stock Exchange, ci sarebbero problematiche di tipo normativo della tecnologia finanziaria, a causa dei quali Ant Group non sarebbe riuscita a soddisfare le condizioni di emissione e di quotazione o i requisiti di divulgazione delle informazioni. Il colosso fintech, finito nel mirino delle authority cinesi sui potenziali rischi delle attività dei prestiti online, dovrà adeguare le sue attività quotate e la relativa valutazione: Pechino è impegnata in una stretta sul settore del micro-credito, che sta sfuggendo al controllo, e di cui Ant è uno dei maggiori rappresentanti.

Le quotazioni nella storia

Poco prima della decisione, il co-fondatore della società Jack Ma e altri dirigenti del gruppo erano stati convocati a Pechino per colloqui con le autorità di regolamentazione dei mercati. E allora si diffondono sempre più le voci che vedono questa mossa come una sorta di punizione nei confronti del multi milionario cinese, il quale recentemente aveva formulato diverse critiche alla governance politica cinese sull’incapacità di gestire nuove forme di microcredito. Insomma il blocco di Ant avrebbe una motivazione politica oltre che economica. La Cina politica ha sempre maggiori difficoltà ad affrontare le nuove sfide che provengono dal settore tecnologico e cerca di chiudere eventuali spazi di libertà. E’ questa la Pechino con la quale il nuovo presidente statunitense Joe Biden dovrà discutere. E non sarà facile.

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