Il Rinoceronte e il Cigno #42

Proscenio globale nel quale si dipanano politica, economia e strategia

Dopo un breve periodo di relax, dovuto principalmente alla contesa interna americana per la presidenza, l’argomento coronavirus è tornato prepotentemente alla ribalta. E lo ha fatto con le stesse modalità del periodo marzo-aprila, ovvero la crescita esponenziale dei contagi e, di conseguenza, anche dei decessi e delle terapie intensive. Quest’ultimo è il dato che viene utilizzato come alert per tutti i sistemi sanitari nazionali, i quali hanno capacità diverse rispetto al numero di ICU (Intensive Care Unit) che riescono a sopportare. In base a queste considerazioni, Francia e Gran Bretagna hanno già dichiarato dei lockdown locali, laddove si sia verificato un numero concentrato ed eccessivo di casi, come a Parigi e Liverpool, mentre altri paesi hanno intrapreso la strada di iniziali limitazioni della libertà. Di pari passo prosegue la ricerca di un vaccino, la cui creazione e diffusione diventa, a questo punto, un’importante arma geopolitica. Dalla contesa globale sembra, al momento, essere uscita la statunitense Johnson & Johnson che ha bloccato la sua sperimentazione, dopo le difficoltà di salute presentatesi in uno dei suoi pazienti. La corsa al vaccino rispecchia gli scenari globali, con le quattro superpotenze a contendersi gli onori: USA, Cina, Russia e Unione Europea.

I casi di Covid suddivisi per continente

Negli USA il coronavirus non è più sulle prime pagine dei giornali, se non quando viene utilizzato come argomento di scontro nel corso del dibattito presidenziale. Nel secondo dibattito presidenziale, tenutosi a distanza a causa della recente positività al virus di Donald Trump, il presidente in carica è apparso non a suo agio in questa formula, incalzato spesso dalle domande della giornalista della NBC Savannah Guthrie che è risultata la vera vincitrice. La formula della town hall, ovvero con i due candidati presenti in due studi diversi ed intervistati da due giornalisti diversi, ha favorito Biden il quale è sembrato più a suo agio senza la prepotenza verbale di Trump, anche grazie ad un atteggiamento più morbido del giornalista della ABC George Stephanopoulos che lo intervistava. In molti in Italia si sono apprestati ad osannare l’indipendenza ed il coraggio della giornalista di NBC, altri invece hanno notato un’eccessiva intraprendenza di Guthrie, soprattutto se paragonata alla moderazione di Stephanapoulos. I sondaggi confermano comunque il vantaggio netto di Biden su scala nazionale, cosi come in alcuni stati chiave.

Le proiezioni del voto americano

L’Unione Europea, invece, stretta nella morsa del coronavirus, si trova a dover affrontare ancora il difficile negoziato riguardante la Brexit, ovvero l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. L’ultimo round di colloqui, quello che dovrebbe stabilire i contorni dell”uscita della Gran Bretagna è stato piuttosto movimentato e non ha condotto a nulla di concreto, con il rischio che si possa arrivare ad una Brexit disordinata, soluzione negativa per entrambi i contendenti. Boris Johnson ha invitato la Gran Bretagna a prepararsi a una Brexit senza accordo, scaricando la colpa del fallimento dei negoziati sull’Unione Europea, mentre la cancelliera tedesca Angela Merkel si è dimostrata più accomodante, dichiarando che le possibilità per un accordo sussistono ancora. Il termine stabilito per il raggiungimento di un accordo, ovvero il 31 ottobre è oramai vicino e, a meno di clamorosi stravolgimenti, si tratterà comunque di un accordo al ribasso rispetto alle aspettative.

UE vs Uk

Coronavirus, brexit disordinata, elezioni presidenziali USA: sono questi i tre tempi che domineranno lo senario politico globale di fine anno e che daranno un’indicazione anche per gli anni a venire. La scoperta di un vaccino e il blocco della diffusione del virus rappresenteranno un punto di ripartenza importante per le economie e le società di tutto il globo, e chi riuscirà a farsi trovare pronto ai blocchi di ripartenza sarà il favorito. Non è molto facile comprendere la posizione della CIna, la nazione da cui tutto ha avuto origine e che, nonostante ciò, sembra essere quella che ha ricevuto meno danni da questa situazione. Non ne è uscita intatta la sua reputazione, dato che un sondaggio recentemente rilasciato dal Pew Research ha mostrato come la considerazione della Cina sia molto peggiorata nelle 14 principali economie avanzate del globo. La principale conseguenza di questo atteggiamento verso Pechino è ovviamente legata alla quantomeno controversa gestione della pandemia, con molti dubbi riguardo soprattutto alla trasparenza delle comunicazioni pervenute dal gigante orientale. Ma una parte di tale visione negativa è ascrivibile anche alla battagli commerciale che gli USA di Donald Trump hanno deciso di intraprendere nei confronti della Cina di Xi Jinping, una lotta sicuramente aspra, ma motivata da squilibri di bilancio sempre più rilevanti e da pratiche commerciali non proprio limpide da parte di Pechino. Gli USA sono impegnati contemporaneamente in un’altra guerra commerciale, quella lanciata dall’Unione Europea nei confronti delle grandi aziende tecnologiche americane, accusate formalmente di avere regimi fiscali troppo favorevoli, ma di cui preoccupa l’eccessivo potere di condizionamento popolare che stanno acquisendo. Insomma si prospetta un periodo di rara turbolenza geopolitica ed economica, con i tre grandi schieramenti USA-Cina-UE a contendersi il palcoscenico globale, in una battagli che si profila senza esclusione di colpi.

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