Il Rinoceronte e il Cigno #39

Proscenio globale nel quale si dipanano politica, economia e strategia

Quella appena trascorsa è stata la settimana in cui Washington e Pechino se le sono date di santa ragione…in streaming. Sì, perché è tuttora in corso di svolgimento la 75esima Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Uniti che avrebbe dovuto celebrare un anniversario cosi importante, ed invece si è trasformata in un tutti contro tutti. L’Assemblea, per gli ovvi motivi legati alla diffusione del virus Covid-19, non si è svolta in presenza, bensì in streaming, con i singoli leader che si sono palesati solo attraverso dei video. Sarà stata la situazione tesa del momento, sarà che non parlare davanti a centinaia di persone dal vivo ti permette più libertà di espressione, ma Donald Trump e Xi Jinping non hanno perso l’occasione per criticarsi a vicenda. Il presidente USA ha approfittato dell’occasione per riprendere gli attacchi alla Cina, un tema molto caro a Trump in questo periodo pre-elezioni, e lo ha fatto accusando Pechino di essere la responsabile principale della diffusione del virus e quindi anche delle difficoltà globali. La risposta di Xi Jinping non si è fatta attendere, benché sia stata di tutt’altro tenore, perché ha sottolineato la necessità della cooperazione globale, alla quale il suo paese è fortemente predisposto.

Il discorso di Xi Jinping all’ON

Il presidente USA continua imperterrito questa sua dialettica anti-Cina, convinto che la sua risolutezza nell’affrontare la questione coronavirus possa garantirgli la rielezione. Eppure Trump ha numerosi problemi di cui occuparsi in politica interna. Innanzitutto le vittime di coronavirus negli USA hanno raggiunto il numero impressionante di 200 mila, cifra che molti attribuiscono proprio alla iniziale sottovalutazione del problema da parte del presidente e dei governatori di alcuni stati, soprattutto repubblicani. La gestione disastrosa dell’emergenza coronavirus influisce fortemente anche sui sondaggi che confermano un forte trend a favore del candidato democratico Joe Biden. E’ proprio di questi giorni una dichiarazione preoccupante di Trump e del suo staff, sembrati molto restii ad accettare l’esito di un voto infausto. Questa deriva “autoritaria” potrebbe accentuarsi nei prossimi giorni, quando il presidente Trump provvederà alla nomina di un nuovo giudice della Corte Suprema, al posto della giudice Ruth Bader Ginsburg recentemente scomparsa. La nomina di un sostituto di marca repubblicana rappresenterebbe un’affermazione importante per il Grand Old Pary che avrebbe una solida maggioranza di giudici conservatori nella Corte Suprema, cosa che potrebbe condizionare gli indirizzi sociali e politici della nazione per molti anni. La scelta del sostituto, molto probabilmente si tratterà di Amy Coney Barrett, troverà molta ostilità da parte dei democratici, considerato che un’analoga possibilità non fu colta all’epoca della fine del mandato di Obama, per l’opposizione dei repubblicani, allora in maggioranza al Congresso, i quali ritenevano non corretto affrontare una nomina del genere proprio nell’anno delle elezioni.

Dal fronte europeo non giungono grosse novità. Il Consiglio europeo programmato per il 24 settembre è stato rinviato a causa delle positività al virus di un membro dello staff di Charles Michel, presidente proprio di tale organo. Sul piatto rimangono sempre le stesse tematiche, la situazione non è cambiata di molto in una settimana. Si registra, però, una crescente “insofferenza” nei confronti del voto all’unanimità proprio del consiglio. Questa settimana i rappresentanti ciprioti hanno bloccato l’imposizione di sanzioni nei confronti della Bielorussia, con il loro voto contrario, richiedendo un analogo atto sanzionatorio nei confronti della Turchia, per i numerosi contrasti nel Mar Egeo orientale. E’ una questione dibattuta da tempo quello del voto all’unanimità, che impedisce al Consiglio Europeo di essere più efficace.

Le dichiarazioni del Dipartimento di Stato USA sulla Bielorussia

Nel frattempo in Italia si è svolta un’importante tornata elettorale. Si trattava di elezioni regionali e gli esiti erano abbastanza scontati, con una prevista affermazione della coalizione di centro destra, attualmente all’opposizione nel governo nazionale. Il risultato, in realtà, ha un pò scompaginato le gerarchie all’interno delle due coalizioni: in quella di centro sinistra, attualmente al governo, il PD ha ormai saldamente le redini del gioco, mentre il Movimento 5 stelle è in crollo costante; in quella di centrodestra, invece, la Lega è sempre il primo partito, ma la leadership interna di Matteo Salvini è sempre più in dubbio, mentre Fratelli d’Italia è in continua ascesa.

I partecipanti all’iniziativa COVAX

Una chiosa finale sul Coronavirus. Ormai la seconda ondata di contagi è iniziata e gli stati, in particolare quelli europei, si trovano dinanzi alla difficoltà di doverla gestire nel miglior modo possibile per evitare ulteriori lockdown e, quindi, un secondo duro colpo all’economia che potrebbe risultare davvero tremendo. Il numero dei contagi a livello globale ha ormai oltrepassato i trenta milioni, mentre il numero dei morti si appresta a superare la cifra simbolica di un milione. Un rapporto dell’OMS ha elogiato il modo in cui l’Italia ha affrontato l’emergenza coronavirus, prendendo le precauzioni necessarie, senza mai abbassare la guardi, cosa che invece hanno fatto i vicini Spagna, Francia e Germania che stanno affrontando un numero crescente di casi di contagio. Ma la preoccupazione principale degli Stati coinvolti in questa difficile vicenda è, in realtà, come affrontare il dopo, come pianificare le mosse per ritrovare lo slancio economico necessario per uscire da questa crisi. In molti sono convinti che con la crisi del coronavirus è iniziato un lungo processo di transizione che avrà i suoi frutti nel giro di 5 anni. Bisognerà capire però se questa ondata travolgere anche le persone attualmente al governo e quanti saranno ancora al loro posto.

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