Back and forth #27

Guardare indietro per andare avanti…

La diffusione del virus sembra non conoscere ostacoli e si diffonde in quei paesi dove, nella fase iniziale, sembrava non aver attecchito. Al momento, secondo il conteggio effettuato dalla John Hopkins University, il numero dei positivi al virus ha oltrepassato la cifra degli 11 milioni, mentre i decessi sono arrivati a quota 525 mila. Nelle aree colpite per prime dalla diffusione del virus piccoli focolai continuano a verificarsi, ma la situazione comincia davvero a preoccupare in alcuni paesi di America Latina, Medio Oriente e Asia: Messico, Perù, Cile, Arabia Saudita e India hanno tutti oltrepassato i 200 mila contagi, mentre il numero dei decessi, per ora ad un livello “accettabile”, è destinato a salire nei prossimi giorni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha sollecitato i paesi attualmente nell’occhio del ciclone, ad intraprendere misure più restrittive ed adeguate all’emergenza, valutando in maniera più coerente i dati provenienti dell’emergenza. Alcuni stati americani, tra i quali Texas e Florida hanno reintrodotto misure più restrittive, dopo che il numero di malati e di decessi era ripreso a salire in maniera piuttosto repentina. Nel frattempo, si cerca di ritornare alla normalità, consentendo i viaggi e i contatti tra persone provenienti da stati diversi, ma i criteri stabiliti per poter viaggiare creano malcontento e proteste: la Gran Bretagna, ad esempio, ha escluso il Portogallo dalla lista di paesi che possono viaggiare senza necessità di effettuare alcuna quarantena, generando la reazione stupita del ministero degli esteri portoghese.

Rischio o Risiko politico?

Germania EUber Alles. Il 1 luglio 2020 è iniziata ufficialmente il semestre di presidenza tedesca del Consiglio UE che si appresta ad essere un periodo molto interessante e foriero di iniziative concrete, proprio dello stile della cancelliera Angela Merkel. Innanzitutto, questo semestre sarà caratterizzato dalla presenza di due connazionali donne alla guida delle principali istituzioni della Ue, ovvero Ursula von der Leyen, presidente della Commissione UE, e appunto Angela Merkel: una coincidenza interessante che potrebbe consentire una maggiore unità di intenti e risultati più tangibili. La situazione di crisi in cui verte l’Unione Europea, stretta tra pandemia, difficoltà economiche e incertezza sulla Brexit, impone di guardare con grande fiducia alla presidenza tedesca di turno. La presidenza tedesca sarà divisa in tre fasi: la prima sarà caratterizzata dalla necessità di trovare un accordo sul Recovery Fund e sul bilancio 2021-2027, la seconda fase riguarderà la Brexit, la terza fase sarà dedicata alla Conferenza sul futuro della UE e al patto sulle migrazioni. Nel frattempo, un piccolo problema interno all’Unione Europea sembra essere arrivato finalmente a soluzione, senza l’intervento di Mutti: in Irlanda, il parlamento ha eletto Micheal Martin, leader del partito Fianna Fail, nuovo primo ministro del paese, grazie ad un accordo di governo con gli storici rivali del Fine Gael, che prevede il passaggio di consegne tra due anni e mezzo. In Francia, invece, le elezioni municipali dello scorso 28 giugno hanno lasciato il segno, con il presidente Emmanuel Macron costretto ad un rimpasto di governo, comprendente anche le dimissioni del Primo Ministro Eduard Philippe, sostituito da Jean Castex.

APPROFONDIMENTO: Le tre fasi della presidenza europea della Merkel

Libertà e religione. Il presidente cinese Xi Jinping, incurante delle critiche, ha finalmente siglato la controversa legge di sicurezza nazionale riguardante Hong Kong. La legge mira a ridurre le libertà personali, sopprimendo in parte la libertà di manifestare, al fine di evitare che scioperi e proteste possano continuare ad Hong Kong. Secondo questa legge ad Hong Kong verrà creato un ufficio di sicurezza nazionale con il compito di raccogliere informazioni e gestire casi di violazioni della sicurezza nazionale, i quali saranno valutati da un tribunale ad hoc. E’ una legge che limita molto le libertà personali ad Hong Kong e che contrasta con la promessa di autonomia fatta al momento del passaggio della città dalla Gran Bretagna alla Cina il 1 luglio del 1997. La comunità internazionale, in particolare Unione Europea e USA, ha criticato l’approvazione della legge, in quanto lesiva delle libertà personali, e promesso risposte diplomatiche avverse. Nel frattempo in Turchia, si combatte una battaglia culturale e religiosa intorno alla famosissima Hagia Sophia che alcuni gruppi religiosi, sostenuti dall’AKP, il partito del presidente Erdogan, vorrebbero trasformare nuovamente in una moschea. La cattedrale bizantina del VI° secolo, trasformata in moschea all’epoca della conquista ottomana di Istanbul, era stata convertita in un museo, oggi visitato da milioni di turisti, da Mustafa Kemal Ataturk. La decisione del governo dovrebbe essere resa nota nel giro di un paio di settimane, e qualunque sia l’esito è destinata a far discutere.

APPROFONDIMENTO: Turkey to decide on wheter to redesignate iconic Hagia Sophia as a mosque

Un presidente è per sempre. In Russia è stato approvato il referendum costituzionale che permetterebbe al presidente Vladimir Putin di essere rieletto alla guida del paese fino al 2036. La commissione elettorale russa ha annunciato che il 78% dei votanti ha espresso il proprio favore alla legge, contro il 21% di oppositori. Il referendum approvato, oltre all’estensione dei mandati presidenziali, prevede l’abolizione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, l’istituzione di una pensione minima garantita, l’inclusione del credo in Dio tra i valori fondamentali e la primazia della legge russa su quella internazionale. Le opposizioni hanno contestato il voto, oltre che la legge, riportando diversi casi di frodi elettorali.

Un’economia omnicomprensiva

Segnali di ripresa? L’economia americana ha creato 4.8 milioni di posti di lavoro nel mese di giugno, riportando il tasso di disoccupazione all’11.1%, contrariamente a quanto previsto dagli economisti, che avevano prefigurato la creazione di 3 milioni di nuovi posti di lavoro, con un tasso di disoccupazione al 12.3%. Il dato riflette una prima ripresa del mercato del lavoro dai devastanti effetti della diffusione del virus pandemico, ed è sicuramente un aspetto positivo che potrebbe trainare anche la ripresa di altre economie a livello globale. Si tratta altresì di un dato importante per il presidente Trump, un pò in difficoltà in questo periodo per la gestione dell’emergenza, il quale non ha perso occasione per twittare la sua soddisfazione, attribuendo il dato positivo alle sue politiche commerciali.

Croce e delizia. Cheasepeake Energy, compagnia americana pioniera dello sviluppo dello shale oil, ha richiesto l’attivazione del Chapter 11, ovvero la procedura di bancarotta controllata prevista dalla legislatura USA. L’effetto della pandemia sulla riduzione dei prezzi di petrolio e gas ha colpito numerose compagnia del settore, riducendo i margini di guadagno soprattutto per coloro i quali necessitano di prezzo al barile più alto a causa dei maggiori costi di produzione. Ma Cheasepeake sconta anche una pessima gestione finanziaria, generata da politiche poco consone dei suoi CEO precedenti. Per una compagnia in sofferenza ve n’è una in forte ascesa. Tesla, la compagnia del visionario statunitense Elon Musk, ha sorpassato, per la prima volta nella storia, la capitalizzazione di borsa della giapponese Toyota, diventando la compagnia automobilistica con maggior valore di mercato.Le azioni Tesla sono quotate ad un massimo di 1.135 dollari, dando così alla casa automobilistica una valutazione di mercato di 206.5 miliardi di dollari, contro i 202 di Toyota. Ovviamente la valutazione di mercato è tutt’altra cosa rispetto all’effettiva produzione, con Tesla che al 31 marzo 2020 ha prodotto soltanto 103 mila veicoli, mentre Toyota ha raggiunto oltre 2.4 milioni.

APPROFONDIMENTO: BoE’s Haldane says economic outlook a bit less grim

Futuro di scontro o di cooperazione?

Nell’ormai quotidiana battaglia per l’affermazione globale tra USA e Cina, l’ultimo periodo ha visto l’India cercare una sua posizione di prestigio, forte dei contatti privilegiati con Washington e delle rinnovate alleanza militari con l’Australia. E’ evidente la volontà indiana di volersi smarcare dalla strapotenza dell’ingombrante vicino cinese, e nel fare ciò di volersi avvicinare a quegli USA che con Australia e Giappone costituiscono il famoso QUAD. Dopo gli scontri militati lungo la Galwan Valley, questa settimana è stata la volta dei social: il governo indiano ha infatti bloccato 59 apps, gran parte dei quali cinesi, per questioni di sicurezza nazionale. Tra le app bloccate ci sono la piattaforma di video-sharing Tik Tok, il browser UC, nonché una serie di giochi online, quali ad esempio Clash of Kings e Mobile Legends. Il bando fa seguito, appunto, agli scontri militari avuti la scorsa settimana alla Galwan Valley, e rappresenta un tentativo indiano di contrastare lo strapotere cinese con altri mezzi, in un ambito diverso da quello militare, dove Pechino è nettamente superiore. Spettatore interessato delle scaramucce sino-indiane è, ovviamente, Washington, che ha da tempo stretto rapporti molto profondi con New Delhi, al fine di mettere in piedi una politica di accerchiamento nei confronti di Pechino. In questo momento in Cina si sta riflettendo su quale candidato alla presidenza USA sia preferibile: secondo diversi analisti a Pechino preferirebbero Trump, convinti che i danni che l’attuale presidente sta facendo alle alleanze occidentali, siano superiori a quelli fatti direttamente alla CIna. Ed in questo spazio Pechino potrebbe e vorrebbe inserirsi.

APPROFONDIMENTO: India’s ban on chinese apps threatens economic ties with Beijing

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