Back and forth #26

Guardare indietro per andare avanti…

La paura per una seconda ondata del virus che potrebbe arrivare, secondo le stime degli esperti, nel prossimo autunno, e le misure da intraprendere per contrastarlo, sono il nuovo argomento di discussione di analisti e studiosi. Il virus sembra essere nella fase finale nei paesi in cui è apparso per primo, ma focolai continuano a verificarsi. Nel corso di questa settimana si sono verificati due piccolo focolai in Italia ed uno importante in Germania, nel mattatoio di Rheda-Wiedenbruck, dove 1500 persone sono state contagiate, costringendo il governatore del Lander del Nordreno-Westfalia. Al momento, secondo il conteggio effettuato dalla John Hopkins University, il numero dei positivi al viurs ha raggiunto la cifra di 9 milioni e 800 mila, mentre i decessi si avvicinano a quota 500 mila. Alla testa di questa spiacevole classifica ci sono sempre gli USA, seguiti da Brasile e Gran Bretagna. Sarebbe interessante, anche se forse è ancora troppo presto, effettuare un’analisi comparativa tra i vari stati, basata sul numero di decessi in rapporto alla popolazione. Probabilmente la “classifica” verrebbe un pò stravolta, ma è un dibattito che è difficile da intraprendere perché troppo influenzato dalla politica. In questi ultimi giorni, infatti, la Svezia sta pagando cara la sua decisione di non intraprendere alcuna misura di distanziamento sociale: possiede, infatti, uno dei tassi di mortalità più alti al mondo, ma la risposta delle autorità di Stoccolma è stata scagliarsi contro l’OMS.

La mappa della John Hopkins University

APPROFONDIMENTO: Sweden, under fire for coronavirus strategy, pushes back on WHO criticis

Rischio o Risiko politico?

Argentina e Turchia in difficoltà. L’indice dei mercati emergenti MSCI ha comunicato che Argentina e Turchia potrebbero essere rimossi dalla lista dei paesi emergenti, in considerazione delle sempre maggiori difficoltà di investimento nei loro mercati azionari. E’ una decisione molto importante e carica di conseguenza, perché sulle valutazioni che compie l’indice MSCI si basano le decisioni di numerosi fondi di investimento, primo fra tutti Blackrock, il quale rappresenta un segnale importante per il sentiment del mercato. Gli addetti di MSCI hanno evidenziato che, nonostante la crisi legata alla diffusione del virus Covid-19, i mercati hanno continuato a funzionare bene, con l’unica eccezione di Argentina e Turchia. L’Argentina ha dichiarato lo scorso 22 maggio il suo nono default della storia e sta avendo diverse difficoltà nella ristrutturazione del debito. La risposta delle autorità argentine al riguardo è stata quella di imporre uno stringente controllo dei capitali, il che ha reso difficile per gli investitori internazionali entrare nel mercato del paese. Il prosieguo di questa decisione potrebbe spingere MSCI ad abbassare lo status dell’Argentina, nel corso del prossimo processo di revisione, portandolo da Emerging Market a Frontier Market, se non Standalone Market. Msci ha annunciato una valutazione simile anche per la Turchia, nel caso in cui le scarse possibilità di accesso al mercato interno dovessero peggiorare ulteriormente. La decisione è motivata dalle restrizioni imposte allo short selling e allo stock lending tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 in Turchia. Processo inverso, invece, per l’islanda, il cui status è stato elevato da Standalon Market a Frontier Market, dopo la decisione del governo di rimuovere le misure di controllo dei capitali che hanno migliorato l’accesso degli investitori stranieri.

APPROFONDIMENTO: MSCI warns Argentina, Turkey could soon lose their emerging market status

Serbia e Kiribati. Nonostante le difficoltà legate al virus, si è ritornato a votare in Serbia,dove il partito del presidente in carica Aleksandar Vucin ha ottenuto un’affermazione schiacciante nelle elezioni parlamentari di domenica 21 giugno. Il partito di Vucic, il SNS, ha ottenuto il 63% dei voti, che si traducono in 189 seggi sui 250 totali dell’Assemblea Generale serba, mentre alcuni partiti dell’opposizione hanno boicottato il voto, accusando il presidente di autoritarismo. La vittoria del partito di Vucic rappresenta un punto a favore della Russia che ha nel presidente serbo un alleato importante in una regione strategica quale è quella balcanica. Ha rappresentato un punto a favore della Cina, invece, la rielezione di Taneti Maamau alla presidenza di Kiribati, importante e strategico arcipelago dell’Oceania. Kiribati è la sede di una base spaziale cinese ed ha ricevuto numerosi contributi economici da Pechino: infatti, la campagna elettorale si è concentrata attorno ad un surreale dibattito relativo a Taiwan, dato che proprio l’anno scorso il presidente Maamau ha cambiato la posizione ufficiale del paese, assumendo un atteggiamento favorevole alla Cina.

APPROFONDIMENTO: Boost for Beijing: pro-China president wins re-election in Kiribati

Un’economia omnicomprensiva

Il ribasso del FMI. Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al ribasso nuovamente le sue previsioni per la crescita economica globale nel 2020, prevedendo una contrazione del 4,9%, rispetto alla precedente previsione di -3%. Ugualmente il FMI prevede una crescita ridotta per il 2021 che si attesterebbe al 5,4%, in diminuzione rispetto al 5,8 precedentemente rilevato. Secondo l’istituto finanziario con sede a Washington l’impatto del Covid nella prima metà del 2020 è stato più forte di quanto previsto, mentre la possibilità che le misure di distanziamento sociale possano essere prorogate ulteriormente potrebbe causare numerosi danni alla produttività e alla supply chain. Andando nello specifico dei singoli paesi, il FMI prevede un -8% per gli USA, -10,2% per l’area Euro, -9,1% per il Brasile, -10,5% per il Messico, -8% per il Sud Africa. L’introduzione di misure si sostegno all’economia introdotte dai singoli stati provocherà un peggioramento considerevole delle finanze pubbliche, con un debito globale rispetto al PIL che raggiungerà il livello record del 103,2% nel 2021.

La fine di Wirecard. Questa è stata la settimana anche di una storia che ha dell’incredibile per i tempi e le modalità con le quali si è svolta; Wirecard, la società tedesca specializzata in sistemi di pagamento, ha chiesto la bancarotta, causata da insolvenza e un indebitamento eccessivo. Il crollo della società è in parte legato alla crisi susseguente alla diffusione del virus, ma anche da una serie di inchieste che hanno rivelato la presenza di un buco contabile di oltre 2 miliardi di dollari che avevano condotto all’arresto del CEO Markus Braun. La vicenda Wirecard si inserisce anche nelle non sempre trasparenti operazioni di Softbank, holding finanziaria giapponese, che ha investito molto nella società, cosi come in altre, salvo accorgersi che l’investimento era tutt’altro che proficuo.

La crisi aerea. Continua la crisi del settore aereo, probabilmente il settore più colpito dalla pandemia in atto. Le difficoltà nell’assicurare le necessarie misure di distanziamento sugli aerei, unite alle diffidenze generali circa la possibilità di mettersi in viaggio stanno affossando un settore nel quale vi erano già diverse compagnie in crisi. Il direttore generale della IATA, la principale organizzazione rappresentativa delle compagnia aeree nel mondo, Alexandre de Juniac prevede perdite nel settore pari a 84 milioni di dollari per il 2020, nonostante ci sia stato un incremento nei trasporti commerciali che ha ridotto il dato negativo.

APPROFONDIMENTO: IMF slashes its forecast for the global economy and warns of soaring debt levels

Futuro di scontro o di cooperazione?

La quotidiana battaglia tra USA e Cina preoccupa i mercati, gli operatori finanziari, nonché gli addetti al commercio globale. Si palesa sempre più il rischio che i reciproci toni duri degli ultimi tempi, esacerbati dalla questione legata alle responsabilità cinesi circa la diffusione del virus, potrebbero generare un prolungamento eccessivo delle difficoltà economiche globali, che potrebbero diventare fatali per sempre più aziende e stati. L’approssimarsi della competizione elettorale negli USA fa temere che la questione Cina possa entrare nel dibattito tra i due candidati, i quali potrebbero entrambi alzare i toni, nel tentativo di assicurarsi il voto di coloro che più sono stati colpiti da questa tremenda emergenza sanitaria. A confermare la propria volontà di sfidare gli USA in ogni settore, la Cina ha lanciato l’ultimo satellite che gli permetterà di dotarsi di un sistema GPS alternativo a quello predominante di marca statunitense. Beidou, così è stato chiamato il sistema cinese, rappresenta un passo importante per lo sviluppo tecnologico cinese, nonché un importante asset nell’ambito militare. Nel mezzo sempre l’Unione Europea che, tra mille difficoltà, cerca una posizione di compromesso tra i due giganti: nel corso della settimana appena trascorsa, ci sono stati colloqui con la controparte cinese per ottenere maggiore reciprocità negli scambi commerciali.

APPROFONDIMENTO: The EU wants to revive investment talks with China while stepping up scrutiny on chinese firms

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