Tre mesi incredibili

Non ci avevo mai fatto caso, forse perché in quel periodo la mia giornata era impegnata da lunghe sedute di marcia e studio in quel di Viterbo, ma ci sono stati tre mesi sul finire del 2001 che hanno dato una svolta importante alle politica e all’economia globale. Dico che non ci avevo mai fatto caso non perché non avessi riconosciuto l’importanza di questi tre eventi, ma semplicemente non li avevo mai messi in fila. E, come avviene per altre circostanze delle vita, a distanza di molto tempo, mentre leggo il libro di Guido Maria Brera ed Edoardo Nesi Tutto è in frantumi e danza, ecco che i pianeti si allineano. 11 settembre 2001 attentato alle Torri Gemelle, 11 dicembre 2001 entrata della Cina nel WTO, 1 gennaio 2002 prima emissione dell’Euro.

Partiamo dalla prima data, l’11 settembre 2001. E’ un giorno scolpito nella memoria collettiva di tutti noi, e tutti noi, bene o male, sappiamo dove eravamo e cosa stavamo facendo nel momento esatto in cui le Torri Gemelle del World Trade Centre di New York vennero abbattute da due aerei, per non parlare degli altri due velivoli diretti verso Pentagono e Campidoglio. Da quel giorno ci siamo accorti di tante cose, in particolare di un tipo di minaccia terroristica che credevamo molto lontana, confinata a territori e popolazioni remote. E’ con gli attentati dell’11 settembre che inizia la lotta globale al terrorismo, le guerre in Afghanistan e Iraq e l’ostilità strisciante nei confronti della religione islamica. Gli eventi di allora hanno dato inizio a un cambiamento globale, che ha portato ad una nuova costellazione mondiale non solo politica, ma anche economica, culturale, religiosa. Secondo alcuni l’11 settembre ha segnato dal punto di vista politico, la fine dell’unilateralismo statunitense affermatosi nel post Cold War, e l’inizio di un nuovo ordine globale multilaterale, mentre dal punto di vista economico gli attentati al WTC danno inizio alla parabola discendente del neoliberalismo, processo giunto a compimento con la crisi finanziaria nata nel 2007.

L’11 dicembre 2011, invece l’ingresso della Cina nel WTO. L’ingresso della Cina nel WTO è, paradossalmente, l’evento tra i tre qui discussi che più ha modificato l’economia ed il commercio globali. Da quel momento, Pechino inaugura una nuova era per quanto riguarda le relazioni con le grandi potenze e con il mondo intero, non è più un osservatore ma un attore sempre più presente sulla scena internazionale. Da quel giorno, il PIL della Cina, già in forte ascesa, è aumentato esponenzialmente e la Repubblica Popolare cinese è diventata la più grande fabbrica del mondo e il maggior paese esportatore del globo. Ha realizzato tassi di crescita stellari e accumulato miliardi di riserve grazie agli attivi commerciali, poichè molte aziende decidevano di dislocare le loro attività in Cina per risparmiare sui costi, mentre importanti e storiche produzioni “nazionali”, non capaci di competere, venivano sbriciolati dalla concorrenza cinese. In sintesi, l’Occidente decise, coscientemente o meno, di spostare il lavoro globale verso la Cina.

Infine l’entrata in vigore dell’Euro in 12 stati il 1 gennaio 2002, nato tre anni prima. L’Euro ha contribuito a creare il mercato unico più grande al mondo, ha evitato il rischio di fluttuazione e i costi legati al cambio delle valute, ha rafforzato il mercato unico spingendo gli stati a collaborare per creare un’economia stabile. Con l’introduzione dell’euro non si è deciso soltanto di creare un’unione monetaria unica, ma i paesi membri hanno deciso di trasferire gradualmente la loro autonomia sulle politiche fiscali e a perdere il controllo su molte dinamiche finanziarie, produttive e salariali interne. Oggi la moneta unica, e chi la gestisce ovvero la Banca Centrale Europea, è diventata il capro espiatorio di tutte le difficoltà che gli stati europei affrontano e, generalmente per loro mancanze, non riescono a risolvere. Non è facile prevedere se e quanto ancora durerà la moneta unica, ma è evidente che le discussioni circa un suo abbandono, prima argomento tabù, stanno diventando sempre più diffuse e, probabilmente, lo saranno ancora di più al termine dell’emergenza Covid-19.

Ho messo in fila questi tre eventi non per sottolineare una connessione tra di loro, cosa che molto spesso dà fiato a tesi complottistiche di dubbia provenienza, ma semplicemente per sottolineare come lo scorrere lento della storia possa incorrere in accelerazioni improvvise, i cui effetti possono dispiegarsi per decenni, giungendo a capovolgimenti che in un primo momento possono sembrare inspiegabili. Gli eventi che ho analizzato in maniera sommaria, rappresentano, a distanza di quasi vent’anni, le principali ragioni di quanto sta avvenendo oggi tanto nell’ambito politico quanto in quello economico. Le ragioni dell’attuale scontro tra Stati Uniti e Cina in ambito commerciale nascono proprio da quell’adesione, forse poco soppesata, del gigante cinese all’Organizzazione Mondiale del Commercio e dall’insoddisfazione statunitense sull’utilizzo di pratiche commerciali poco ortodosse da parte di Pechino. In Europa, l’insoddisfazione per la moneta unica, ed in generale per tutta la politica comunitaria, sta portando alla nascita di partiti e governi autoritari che non riconoscono più l’autorità della UE e vorrebbero “smarcarsi” in qualche modo, nonostante molti stati abbiano beneficiato dei generosi contributi a fondo perduto elargiti da Bruxelles. Non serve, inoltre, dire quali siano tuttora gli effetti dell’attentato al World Trade Center dell’11 settembre 2001: guerra globale al terrorismo, primavere arabe, instabilità Medio Oriente, acuirsi scontro sunnismo-sciismo (o declinato diversamente Arabia Saudita vs Iran). Il tutto è servito a creare l’attuale scenario globale ovvero una situazione di scontro tra tre grandi poli rappresentati da Stati Uniti, Cina e Unione Europea, con quest’ultima in leggero ritardo e con una serie di incognite molto pesanti che potrebbero comprometterne il futuro.

Categorie:Political Risk

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