Back and forth #1

La diffusione del virus Covid-19 sta lentamente rallentando in Europa e Stati Uniti e questa rappresenta finalmente una buona notizia dopo mesi di angoscia. Secondo la John Hopkins University, global covid tracker, ad oggi i contagiati sono 3.345.000, mentre i morti sono oltre 240 mila. Alla testa di questa orrenda classifica ci sono sempre gli Stati Uniti che hanno fatto registrare oltre 58 mila morti, 18 mila solo a New York, mentre in Europa avanza la conta dei decessi per la Gran Bretagna che si avvicina sempre più all’Italia. Sono aumentati e di molto i casi in Russia e Turchia, anche se il numero dei decessi rimane ragionevolmente basso, così come sta avvenendo in Germania. Nel frattempo, non si hanno ancora notizie precise su Kim Jong-un: le voci sul suo precario stato di salute si sono rincorse per tutta la settimana, ma nelle ultime ore pare sia ritornato a mostrarsi in pubblico e stia bene. Vedremo come si evolverà la situazione, di certo la vicenda sottolinea la difficoltà di analisti e studiosi di comprendere appieno le dinamiche della Corea del Nord.

Sul fronte politico continua la pericolosa parabola discendente del presidente brasiliano Jair Bolsonaro. Dopo aver ratificato le dimissioni del ministro della giustizia Sergio Moro, condite di polemiche e accuse, il presidente ha provveduto alla nomina del nuovo capo della polizia, Alexandre Ramagem, uomo di sua fiducia. Sul presidente, oltre alle accuse della stampa di aver sottostimato il pericolo Covd-19, pesa anche la possibilità di un’inchiesta per impeachment, a seguito delle rivelazioni dell’ex ministro Moro sulla sua eccessiva intromissione: al riguardo, però, forse timorosi di rivivere quanto accaduto con la presidentessa Rousseff, i brasiliani sembrano sfavorevoli ad un processo ai danni del presidente in carica, secondo un recente sondaggio.

In Libano le proteste per la crisi economica non si sono fermate nemmeno davanti all’emergenza Covid-19, anzi semmai ne hanno aumentato la portata. Le proteste si sono concentrate soprattutto nella città di Tripoli, dove lunedì notte, nel corso degli scontri, è stato ucciso un manifestante, Fawaz al-Samman, che ha aumentato ulteriormente la tensione. Il paese dei cedri è da tempo sull’orlo di una crisi finanziaria, debito molto alto e moneta ipersvalutata, da cui non riesce da uscire, nonostante gli aiuti ricevuti da Fondo Monetario Internazionale e Unione Europea.

Sono arrivate le prime stime sulle economie nazionali ed è stato subito un bagno di sangue. Con riferimento al primo trimestre del 2020 l’economia USA ha fatto registrare un -4.8%, Francia -5.8%, Spagna -5.2%, Italia -4.7%, Unione Europea -3.8%. Trattasi di stime che potrebbero essere riviste, ma sono dati particolarmente negativi per la portata, ci si aspettava dati meno pesanti, ma anche per l’orizzonte temporale dato che le prime misure di lockdown sono state istituite dall’Italia soltanto agli inizi di marzo, gli altri solo successivamente. Insomma, le stime sono state peggio delle attese e ci si aspetta dati peggiori per il secondo trimestre 2020. Non eccessivamente negativo il dato italiano, se paragonato a quello degli altri paesi europei che hanno intrapreso misure restrittive successivamente, ma sull’Italia pesa il giudizio negativo dell’agenzia di rating Fitch che ha declassato il rating dell’Italia da BBB a BBB-, con outllook stabile. Continuano ad essere negativi anche i dati per l’economia statunitense che, oltre al crollo del PIL, ha fatto registrare un ulteriore aumento dei disoccupati, oramai a quota 30 milioni, nonché un dato molto negativo per le vendite del settore auto (-53%).

Quella trascorsa è stata anche la settimana delle banche centrali, con le decisioni attese di Federal Reserve USA, Bank of Japan e Banca Centrale Europea. In nessun dei casi ci sono state decisioni inaspettate, tutte e tre le banche centrali hanno deciso di confermare i tassi ai livelli minimi, con la Bank of Japan che ha annunciato un mastodontico piano di stimolo monetario.

Le uniche notizie positive per quanto riguarda l’economia sono arrivate dai titoli tecnologici che hanno fatto registrare performances più che positive ed ampiamente sopra le attese. Alphabet ha fatto registrare ricavi superiori alle attese pari a 41.16 miliardi di dollari, con risultati particolarmente soddisfacenti per le entrate pubblicitarie. Anche Microsoft ha ottenuto risultati soddisfacenti, soprattutto in tempi di coronavirus, generando ricavi per 35 miliardi di dollari, basati soprattutto sul business cloud. Ma è stata una settimana importante anche per Facebook, Amazon e Netflix, che hanno fatto registrare buone stime sui dati delle prime settimane di aprile.

Sul fronte coronavirus arrivano notizie importanti per quanto riguarda lo sviluppo e l’utilizzo del farmaco Remdesivir: Gilead, la società che ha prodotto il farmaco ha rivelato che le prime sperimentazioni hanno mostrato una riduzione dei tempi di recupero dei malati Covid-19. Al riguardo, la Food and Drug Administration ha autorizzato l’utilizzo emergenziale del farmaco, al fine di cercare di bloccare la diffusione del virus negli USA, dove ha raggiunto livelli molto alti.

Nel frattempo procedono le accuse nei confronti della Cina per la gestione poco chiara del virus. Nel corso di questa settimana, sono giunte numerose critiche verso Pechino, sia in chiave europea che statunitense. Il ministro degli interni tedesco ha rivelato di contatti cercati da diplomatici cinesi per addolcire la posizione tedesca circa le responsabilità di Pechino sulla diffusione del virus. Sul fronte americano il presidente Trump, nel sottolineare nuovamente la responsabilità cinese, ha affermato che Pechino sarebbe favorevole ad una sua sconfitta nelle prossime elezioni presidenziali, perché convinta che Biden avrebbe un approccio più soft sulla questione dazi.

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