Una crisi difficile da prevedere

Lo scorso 14 aprile il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha rilasciato l’update del suo World Economic Outlook, pubblicazione periodica nella quale si analizzano le condizioni economiche globali presenti e si formulano previsioni sul futuro. Ovviamente il report risente fortemente dell’attuale situazione di incertezza legata alla diffusione globale del virus Covid-19, ed infatti le previsioni di crescita economica, per il 2020, sono ampiamente negative per la gran parte dei paesi analizzati. Non è facile, altresì, effettuare delle previsioni circa gli sviluppi economici nel 2020, tenuto conto che la crisi sanitaria è tutt’ora in corso e solo in questi giorni stanno prevenendo i primi dati economici che consentono di farsi un’idea. Non è quindi sbagliato pensare che le previsioni del FMI possano essere sconfessate nel giro di un paio di mesi, a tal punto da richiedere un successivo update.

Gita Gopinath

Il report presenta un’introduzione di Gita Gopinath, capo economista dell’IMF, oltre che consigliere economico e direttrice del dipartimento di ricerca. Nel sottolineare la particolarità del momento, dovuta alla diffusione globale del virus Covid-19, l’economista indo-americana sottolinea come l’attuale situazione di Great Lockdown deve essere affrontata in due fasi: una prima fase di contenimento e stabilizzazione, seguita da una seconda fase di recupero, contraddistinte dall’unione di intenti tra politiche economiche e politiche di pubblica sicurezza. Ciò significa che i policymakers devono intraprendere misure atte a garantire il soddisfacimento dei bisogni primari della popolazione e la sopravvivenza delle attività produttive, e lo devono fare attraverso il ricorso a politiche fiscali e monetarie, nonché con misure di stimolo per le attività economiche. La soluzione, secondo Gita Gopinath, sta nella collaborazione multilaterale e nella solida rete di sicurezza economica globale costruita nel tempo, nella quale il FMI vuole porsi al centro, pronto a fare la sua parte.

Il report del Fondo Monetario Internazionale prevede un crollo dell’economia globale nel 2020 pari al 3%, con un effetto rimbalzo nel 2021, quando la crescita economica globale dovrebbe raggiungere il +5.8%. La necessità di proteggere vite umane, attraverso le misure di lockdown e distanziamento sociale, hanno prodotto enormi conseguenze negative sull’economia globale, il cui impatto, secondo gli esperti del FMI, dovrebbe farsi sentire fino alla fine del secondo quarto del 2020. Tutto ciò provocherà una recessione economica globale stimata attorno al -6.1% per le economie più avanzate (Italia -9.1%), mentre per i paesi emergenti ed in via di sviluppo il calo sarà solo del -1%. Suddividendo il dato per macro aree soltanto i paesi emergenti dell’Asia faranno registrare una crescita economica dell’1%, con la Cina proiettate verso un +1.2%, l’India 1,9%, Indonesia 0.5%, mentre la Thailandia farà registrare una contrazione del -6.7%. Le altre macro aree tutte al negativo: America Latina -5.2%, Europa -5.2%, Medio Oriente e Asia Centrale -2.8%, Africa Sub-sahariana -1.6%.

ma il report del FMI si concentra soprattutto sulla particolarità di questa emergenza. C’è un’estrema incertezza su una ripresa economica subitanea, perché molte e diverse sono le variabili in gioco: l’andamento del virus, l’efficacia delle misure intraprese, l’estensione dei danni alla supply chain, le restrizioni al mercato dei capitali, cambiamenti nelle abitudini di spesa, cambiamenti comportamentali. C’è un’indicazione verso il basso dell’economia tutta con aumento del tasso di disoccupazione, domanda ed offerta di beni in picchiata contemporaneamente, prezzi delle commodities in ribasso.

Per il 2021 il FMI prevede una ripresa della crescita economica, pari al 5.8% a livello globale: i paesi sviluppati dovrebbero crescere del 4.5%, mentre quelli emergenti del 6.6%. Naturalmente questi dati sono soggetti ad una risoluzione celere e completa del rischio pandemico che, in caso di adozione di un vaccino, potrebbe rendere la ripresa molto più veloce e tumultuosa. Data la natura molto incerta di queste previsione, Il World Economic Outlook fornisce tre ipotesi di scenario: 1) il prolungarsi della pandemia per un periodo ulteriore rispetto alle previsioni, ovvero oltre il 1° semestre 2020; 2) il ripetersi della pandemia nel 2021, anche in una forma più mite; 3) il verificarsi di entrambi gli scenari 1 e 2. Ovviamente il verificarsi di uno qualsiasi di questi scenari peggiorativi inciderà fortemente sulla crescita economica che potrebbe distanziarsi dallo scenario base da un minimo di un ulteriore -3% (1° scenario) fino a un massimo di -8% (scenario 3).

Nella parte finale del report gli economisti del FMI delineano gli strumenti da utilizzare nella fase del contenimento e poi quelle da implementare nella fase di ripresa. Nella prima fase sarà necessario assicurare risorse adeguate per i sistemi sanitari, individuare obiettivi economici condivisi, introdurre misure fiscali e finanziarie per limitare lo shock al sistema economico, creare misure di stimolo. Ed infine il supporto alla collaborazione, al multilateralismo per rallentare la diffusione del virus e sviluppare un vaccino e le terapie per affrontare la malattia perché fino a quando ci saranno paesi in cui l’epidemia si può espandere nessun altro paese può sentirsi al sicuro. Nella fase di ripresa, invece, misure di stimolo fiscale e monetario per sollecitare gli acquisti, introduzione di meccanismi regolatori per la riduzione del debito, forte cooperazione multilaterale attraverso la riduzione delle barriere tariffarie.

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