La trappola di Allison

La copertina del libro di Graham Allison

Lo studioso e politologo americano Graham Allison affronta, nel suo ultimo libro, uno dei dilemmi geopolitici più interessanti, la trappola di Tucidide. L’assunto di base di questo teorema è abbastanza semplice: quando c’è una potenza in ascesa, la potenza egemone si sente minacciata e decide di “affrontare” il nemico. Questa situazione prende il nome dalla rivalità tra Sparta e Atene che condusse alla tremenda guerra del Peloponneso (431-404 a.c.): a raccontare quegli eventi è stato il grande storico Tucidide, da cui ha poi preso il nome la “trappola”. Tucidide narra della crescente ostilità tra le due città stato greche, sfociata poi nel conflitto aperto, con Sparta che era la potenza egemone del tempo, e Atene la potenza in ascesa. Un mix di difesa dell’interesse nazionale, paura e senso dell’onore, unito ad una serie concatenante di eventi di secondo piano, portò le due città allo scontro diretto, nonostante pochi anni prima avessero combattuto, fianco a fianco, contro i Persiani. La trentennale guerra che ne derivò, si rivelò una tragedia immane, la cui conclusione diretta fu la vittoria di Sparta su Atene, quella indiretta la fine dell’epoca d’oro della Grecia.

Un confronto economico globale

Ritornando ai nostri tempi, Allison ritiene che Stati Uniti e Cina stiano percorrendo una traiettoria molto simile a quella di Atene e Sparta. Per spiegare la validità della sua teoria, lo studioso statunitense analizza sedici casi storici nei quali una potenza egemone si è vista minacciata da una potenza in ascesa. In dodici di questi casi si è giunti ad un conflitto armato. La presenza di quattro casi non rispondenti alla trappola dimostra, ed è lo stesso Allison a dirlo, la non infallibilità di questa teoria che, però, si rivela un interessante spunto di riflessione per valutare le evoluzioni della politica di potenza internazionale. La parte più interessante del libro, a mio modo di vedere, risiede nella sottolineatura che spesso sono gli episodi minori a scatenare i conflitti. E’ il caso di riflettere molto su questo aspetto, in virtù del momento storico che stiamo vivendo, dove un virus sconosciuto e letale, proveniente dalla Cina, ha compromesso profondamente le nostre vite e le economie dei nostri paesi. La diffusione del Covid-19, attribuita alla irresponsabile sottovalutazione del governo cinese, è un evento che non esiteremmo a definire “secondario”, ma le sue conseguenze indirette non è ben chiaro dove potrebbero condurci.

Military power a confronto

La teoria di Allison è davvero affascinante e la sua spiegazione nel corso del libro si delinea molto agilmente, con numerosi riferimenti storici a sostegno, nonché una miriade di citazioni bibliografiche. Se lo scenario prefigurato dallo studioso americano si verificherà o meno è davvero difficile dirlo, soprattutto in un mondo come quello attuale in cui i cambiamenti politici avvengono con una rapidità senza precedenti. C’è però un elemento che lo stesso libro mette, indirettamente, in evidenza, ovvero che nei 12 casi rispondenti alla trappola di Tucidide, la sensazione di minaccia della potenza egemone nei confronti della potenza in ascesa, era legata principalmente all’ambito militare, oltre che a quello economico. La tendenza attuale ad esaltare la potenza cinese si basa principalmente sulle capacità economico-commerciali di Pechino, trascurando il fatto che la dotazione militare rappresenta ancora il principale fattore di potenza di uno stato. La Cina, nel corso degli ultimi vent’anni, ha compiuto passi da gigante nell’ambito militare, investendo somme sempre più ingenti, di pari passo con i sorprendenti tassi di crescita della propria economia. Ma lo strapotere statunitense è tuttora molto evidente e ci sono almeno due elementi che propendono a favore di Washington. Innanzitutto le forze armate cinesi, nella loro concezione moderna, non sono mai state impegnate in conflitto, a differenza di quelle statunitensi che, sebbene con alterne fortune, hanno una “pratica” della guerra molto più rodata. Secondo elemento di rilievo è la capacità degli Stati Uniti di poter dispiegare la propria forza militare in qualunque parte del mondo, potendo contare su un controllo totale delle principali vie marittime del mondo, su una presenza terrestre e aerea altrettanto globale, nonché su una forza nucleare spropositata. Quindi, ritornando alla trappola di Allison, si può affermare che Cina e Stati Uniti stanno sì percorrendo una traiettoria di scontro, ma per Pechino è ancora troppo presto pensare di potersi misurare, e vincere, contro la straripante potenza americana.

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