I costi del terrorismo

Gli attentati terroristici, di ogni matrice e luogo, con il loro carico di morte e distruzione, rappresentano una importante fonte di rischio politico, in particolare per quei paesi che hanno un’opinione pubblica molto pressante. Nel corso del 2018, secondo il Global Terrorism Index pubblicato all’Institute for Economic and Peace, il numero delle morti è calato rispetto all’anno precedente, continuando un trend positivo che prosegue dal picco registrato nel 2014. La ragione principale di questa costante ed importante riduzione è stata la diminuzione dell’intensità dei conflitti in Medio Oriente, e la strategia vittoriosa contro la minaccia rappresentata da ISIS e Boko Haram. L’Afghanistan ha fatto registrare, per il secondo anno consecutivo, il maggior numero di incidenti terroristici e di morti ad essi correlati, con più di 1400 atti di terrorismo e oltre 7000 decessi. Allo stesso modo, i talebani hanno scavalcato i miliziani dell’ISIS per quanto attiene la responsabilità degli attentati, essendo a loro attribuito il 38% del totale degli atti terroristici verificatisi. Al secondo posto della lista di stati c’è l’Iraq, per 16 anni consecutivi in cima alla lista, che nel 2018 ha riscontrato 1054 morti, con un calo del 75% rispetto al 2017, quando i morti erano stati 4271. Nonostante dei dati globali positivi per quanto attiene il numero di morti, il terrorismo rimane una minaccia importante, soprattutto per i costi economici che implica, circa 34 milioni di dollari soltanto nel 2018.

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