Prospettiva di rischio politico #5

Se la settimana precedente era stata contrassegnata dalla detente tra Stati Uniti e Iran, questa volta gli statunitensi se la sono dovuta vedere con i cinesi. Cina (91) e Stati Uniti (27), infatti, hanno siglato la tanto agognata fase 1 degli accordi commerciali che dovrebbero porre fine alle guerre commerciali scatenatesi con l’arrivo di Donald Trump alla presidenza statunitense. Il governo statunitense ha anche deciso di eliminare la Cina dai paesi identificati come manipolatori di valuta: entrambi i provvedimenti non hanno ancora sortito i loro effetti, considerato che la crescita del PIL cinese ha fatto registrare un +6,1% (a/a), da molti considerato un livello troppo basso per un paese in ascesa come la Cina. Per quanto precede, nell’attesa che questi provvedimenti diventino effettivi, per la Cina outlook stabile.

Nel frattempo, sempre rimanendo nell’ambito economico, ci sono alcuni dati che lanciano un po’ di preoccupazione. Innanzitutto i dati relativi all’economia della Gran Bretagna (13), che fanno registrare una crescita annuale dello 0.6% a Novembre, il dato più basso dal 2012. Tenuto conto che la Brexit si avvicina, ricordiamo che la scadenza ultima è stata fissata al 31 gennaio 2020, e che non è ancora molto chiaro come questo processo avverrà, l’outlook per il paese è negativo.

Ma non è solo l’economia britannica a far registrare cali notevoli. La Germania (11), dopo i tremendi dati riguardanti l’industri automobilistica, ha fatto registrare una crescita insufficiente, anch’essa pari allo 0,6% annuale, peggior performance degli ultimi sei anni. La situazione politica tedesca è però meno turbolenta di quella britannica, pertanto formuliamo outlook stabile.

Ultimo dato attinente all’ambito economico riguarda la Corea del Sud (26), dove la Banca Centrale ha mantenuto invariati i tassi di interessa all’1,25%. Essendo tale scelta prettamente conservativa, l’outlook per il paese è stabile.

Passando all’ambito politico, Malta (38) ha un nuovo Presidente del Consiglio. Si tratta di Robert Abela, succeduto al dimissionario Joseph Muscat. La scelta in tempi brevi di un nuovo PM rappresenterebbe un evento positivo, se non fosse che lo scandalo relativo all’uccisione della giornalsita Daphne Caruana Galizia non si è ancora attenuato ed ulteriori membri del governo si sono dimessi negli ultimi giorni. Outlook negativo.

In Guatemala (99) è entrato in carica il nuovo presidente Alejandro Giammattei. L’inizio della sua presidenza pone fine ad un periodo di incertezza, legato a presunti brogli e casi di corruzione. Outook positivo.

In Lesotho (102) Thomas Thabane, primo ministro del piccolo paese africano, ha rassegnato le sue dimissioni, dopo che erano venute fuori una serie di accuse circa il suo coinvolgimento nell’uccisione della moglie. Si prevede un periodo di forte incertezza per il paese, pertanto l’outlook è negativo.

Il presidente del Niger (153) Modamadou Issoufou ha invece dimissionato il Capo dell’Esercito, dopo il verificarsi di due consecutivi attacchi terroristici, tra i più sanguinosi degli ultimi anni. La colpa per la morte di circa 160 soldati è stato completamente attribuita al Generale Ahmed Mohamed, reo di non aver intrapreso tattiche diverse. Outlook stabile.

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