Quali rischi per l’Asia Pacifico nel 2020 ?

La rivista The Diplomat ha stilato una lista dei rischi attesi nel 2020 per la regione Asia-Pacifico. Il primo di questi rischi, in ordine di

importanza non cronologico, è rappresentato dalla elezioni presidenziali statunitensi di novembre. La scelta del prossimo presidente USA rappresenta anche la scelta dell’orientamento statunitense nei confronti della regione Asia-Pacifico che, nel corso dell’amministrazione Trump, è stata contrassegnata da un atteggiamento conflittuale. Il futuro degli accordi commerciali USA-Cina, il processo diplomatico in Corea del Nord, le alleanze nella regione, tutto dipende dal risultato del prossimo 3 novembre. Il 2020 segnerà anche il terzo anno della disputa commerciale tra Stati Uniti e Cina: è vero che il 16 gennaio è stato siglato un primo accordo tra le due potenze economiche, ma la questione non è risolta completamente e, dato l’incombere delle succitate elezioni, il suo utilizzo a fini elettorali è scontato. Un altro rischio per l’area è costituito dall’India, in passato considerata una risorsa della regione, in virtù dei suoi alti ritmi di crescita economica. La direzione in senso nazionalistico delle scelte politiche del partito al potere, il Bharatiya Janata Party del premier Narendra Modi, potrebbe esacerbare le mai sopite tensione tra le comunità musulmana e indù, generando un offuscamento delle prospettive future del paese. Ovviamente tra i rischi possibili per l’area asiatica c’è la questione nord coreana, da tempo in pericoloso stand-by. Il presidente Trump ha più volte espresso la sua fiducia totale in Kim Jong Un, ma sappiamo bene che il leader nord

coreano quando si sente trascurato inizia a lanciare missili un po’ a caso nel Mar del Giappone. Rimangono, ovviamente in sottofondo, le tensioni nel Mar Cinese Meridionale, area in cui la Cina mostra con costanza un atteggiamento duro nei confronti dei suoi vicini, ai quali contende la sovranità su una miriade di isole e isolotti, e sui ricchi fondali sottostanti. Così come tante altre analisi dei rischi, anche quella di The Diplomat inserisce il rischio climatico tra i principali rischi da tenere in considerazione nel 2020. La fine del 2019 e l’inizio del nuovo anno sono stati contrassegnati dagli enormi incendi in Australia, e ciò ha aumentato la percezione che il rischio climatico sarà la principale difficoltà da affrontare nel corso del 2020. Nel caso australiano i danni derivanti dagli incendi sono stati stimati pari a 4 miliardi di dollari, una cifra non di poco conto che, in economie poco sviluppate e organizzate, potrebbe rappresentare un vero e proprio collasso finanziario. Inoltre, nell’ambito del rischio politico, non è da trascurare che un’errata gestione dell’emergenza o anche una mancata attenzione verso alcuni allarmi, possono rappresentare un pericolo per le leadership politiche, così come sta accadendo in questi giorni al premier australiano Morrison.

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