Analisi di rischio politico della Croazia al voto

Il prossimo 22 dicembre si svolgeranno le elezioni presidenziali in Croazia. Si sfideranno il presidente uscente Kolinda Grabar-Kitarovic, l’indipendente Miroslav Skoro ed il socialdemocratico Zoran Milanovic, ex premier. Nel caso in cui nessuno dei pretendenti riesca ad ottenere la maggioranza dei voti, si andrà al ballottaggio tra i due con più voti, votazione già programmata per il 5 Gennaio 2020. Ed al momento, il ballottaggio risulta un’ipotesi molto probabile: gli ultimi sondaggi, infatti, attribuiscono alla presidente uscente il 29% dei voti, e agli altri due percentuali comprese tra il 23% ed il 27%. Benché i sondaggisti non godano di grande fama ultimamente, i risultati su citati mostrano un dato che è difficile confutare, ovvero la sostanziale frammentazione del voto popolare, scenario molto comune anche altrove.

(Sondaggio pre-elettorale di Politico)

Quello che a noi preme, però, non è addentrarci nel settore delle previsioni, cosa molto difficile, bensì fornire un punto di situazione del paese dal punto di vista del rischio politico. Faremo questa analisi ricorrendo ai giudizi di società affermate del settore, chiudendo poi la situazione con una nostra analisi. SACE, l’agenzia dedicata all’internazionalizzazione di Cassa Depositi e Prestiti, attribuisce alla Croazia un punteggio di 33/100 per quanto attiene al rischio politico, 39/100 per esproprio e violazioni contrattuali, 28/100 per rischio guerra e disordini civili, 32/100 trasferimento capitali e convertibilità, quindi punteggi di basso rischio in questi ambiti. Dove i punteggi sono più alti, nel senso di più rischiosi, è per quanto riguarda il mancato pagamento controparte bancaria (67/100) e il mancato pagamento controparte corporate (67/100). Sostanzialmente le istituzioni croate vengono ritenute abbastanza solide, mentre sono meno performanti le controparti private.

(La valutazione di SACE)

Un’altra grande agenzia dedicata al commercio a all’internazionalizzazione, la francese COFACE, dipinge un quadro più o meno simile per la Croazia, sebbene la sua ultima valutazione del paese balcanico risalga al febbraio 2019. In particolare, COFACE attribuisce un A4 di country risk e un A4 di business climate, ovvero una valutazione leggermente sopra la media. Nel dettaglio della valutazione si sottolineano la qualità delle infrastrutture, l’importanza del turismo, una bassa percentuale di elettricità importata, mentre tra le criticità vi sono debito pubblico e privato alto, sviluppo industriale debole, inefficienza amministrativa ed alta disoccupazione, che sfocia in numeri alti di emigrati.

(La valutazione di COFACE)

CREDENDO, la società di assicurazione del credito con sede a Bruxelles, attribuisce punteggi migliori alla Croazia: basso rischio politico a breve termine (1/7), medio basso rischio politico a medio/lungo termine (3/7), basso rischio commerciale (A/C), basso rischio di violenza politica (1/7), basso rischio di espropriazione (1/7).

(La valutazione di CREDENDO)

EULER HERMES, del gruppo Allianz riporta la Croazia ad una dimensione di rischio politico medio. Infatti, attribuisce al paese balcanico un medio rischio economico, bassi rischio politico e commerciale, inesistente rischio finanziario.

(La valutazione di EULER HERMES)

Per quanto riguarda P-risks la Croazia è situata al 41esimo posto del Political Risk Evaluation Index 2019, ossia è un VERY LOW-RISK COUNTRY.

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