L’Est Europa ed il calo della popolazione

In un report pubblicato lo scorso 21 ottobre, l’Organizzazione delle Nazioni Unite puntava il dito su un aspetto molto importante riguardante l’Europa del Sud Est, ovvero il drammatico calo della popolazione. Questo calo è dovuto in larga parte all’esodo della popolazione giovanile, in cerca di migliori opportunità al di fuori del proprio paese. Secondo il rapporto dell’ONU, nove dei dieci paesi con la maggior diminuzione della popolazione al mondo si trovano nell’Est e Sud-Est Europa. Un esempio lampante di questa tendenza è la Bulgaria che, da qui al 2050, potrebbe vedere la propria popolazione ridotta di un quarto, a causa di un drastico calo delle neascite e di un elevato numero di emigrati. La conseguenza indiretta di questi due fenomeni, in aggiunta alla diminuzione della popolazione, sarà il sostanziale invecchiamento della stessa, che peserà inevitabilmente sulla produttività e sul sistema pensionistico. In questi casi è paradossale che i governi nazionalisti di questi paesi rigettino qualsiasi forma di immigrazione, benchè, è da precisare, il fenomeno dello spopolamento è talmente grave che nemmeno gli attuali flussi migratori potrebbero risolverlo. La composizione equilibrata della popolazione è uno degli elementi principali per la stabilità politica di un paese. Una popolazione giovane troppo numerosa, se accompagnata a mancanza di lavoro e prospettive, può trasformarsi in una bomba ad orologeria, pronta ad esplodere al primo conflitto politico con le elite che governano un paese. Viceversa, una popolazione vecchia troppo numerosa, porta con se problemi legati ad un welfare state sempre più oneroso, cosi come ad una diminuzione della produttività e della capacità di innovazione. Allo stato attuale, le principali economie sviluppate, Italia e Giappone in primis, si trovano a dover affrontare il problema dell’invecchiamento della popolazione, senza avere le risorse necessarie per trovare una soluzione. Al contratio, nelle principali economie emergenti, c’è il problema inverso, ovvero una popolazione troppo giovane alla quale non si è in grado, per incapacità, non volontà o corruzione, di garantire una prospettiva.

Categorie:demografia, Politico-sociale

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