Lo Zambia in crisi

Nel suo ultimo report pubblicato il 21 ottobre, Credendo, società di analisi del rischio politico, ha analizzato il caso dello Zambia, paese dell’Africa meridionale che ha visto gradualmente peggiorare la sua situazione. La situazione ha preso una piega negativa nel 2015, quando un improvviso crollo del prezzo del rame coincise con un inaspettato cambio di governo, che portò al potere l’attuale presidente Edgar Lungu. Il paese, da allora, è sottoposto ad un regime dittatoriale, e ciò ha influito sulla valutazione di Credendo, passata da rischio politico medio nel 2014 ad elevato nel 2019. Nonostante gli elevati livelli di investimento pubblico, il PIL del paese è cresciuto solo del 3% negli ultimi 5 anni, molto al di sotto la crescita fatta registrare nel decennio 2003-2013. Le previsioni per il futuro sono ancora meno rosee, poiché si prevede una crescita attorno al 2%, che non riuscirebbe a stare al passo della crescita demografica, riducendo notevolmente il PIL pro capite. La moneta zambiana, il kwacha ha di riflesso perso competitività, deprezzandosi del 100% nei confronti del dollaro dal 2014.

Nel 2018 il bond sovrano dello Zambia è diventato il peggiore al mondo, allontanando così gli investitori e aumentando il flusso di denaro in uscita dal paese. Inoltre, il settore del rame è stato sottoposto all’incremento della tassazione e all’aumentato interesse di alcuni attori governativi, il che ha ridotto sensibilmente le entrate derivanti dall’esportazione di questa importante commodities. Il governo Lungu ha, inoltre, continuato a perseguire insostenibili programmi di finanziamento, per la costruzione di progetti infrastrutturali imponenti. Risultato di ciò è l’aumento del deficit in rapporto al PIL che ha raggiunto il 10.8% nel 2018 (ext. 9% nel 2019), e del debito pubblico che raggiungerà il 91% del PIL nel 2019. Per tutto quanto sopra esposto il paese si avvia verso un’altra crisi del debito, dopo che già nel 2006 il paese era stato sottoposto alla Heavily Indebted Poor Countries Initiative. Il coinvolgimento della Cina, attraverso la concessione di prestiti che diventano sempre più onerosi col tempo, rappresenta un’ulteriore causa di preoccupazione per Credendo, che giustifica un notevole abbassamento del rating di rischio politico.

Categorie:Political Risk

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