L’Etiopia alla conquista del Corno d’Africa

Le performance economiche degli stati rappresentano un buon indicatore delle salute nazionale. La misura generalmente utilizzata per valutare la salute di una nazione è il tasso di crescita del Prodotto Interno Lordo o PIL, per cui a elevati tassi di crescita del PIL generalmente corrisponde un determinato benessere della popolazione e viceversa. È altrettanto ovvio, però, che una sola misura della ricchezza non può essere sufficiente a determinare un quadro esaustivo del quadro economico di un paese. Sin dall’epoca della felice intuizione di Jim O’Neil, capo economista di Goldman Sachs, che declinò il termine BRIC per indicare una serie di paesi, nello specifico Brasile, Russia, India e Cina, che prospettavano ritmi di crescita economica importanti, e quindi guadagni per gli investitori, è una gara tra gli analisti ad individuare il prossimo miracolo economico. Negli ultimi tempi, l’attenzione degli analisti si è concentrata sull’Etiopia, il più vecchio paese indipendente del continente africano e quello che presenta i migliori tassi di crescita economica, una media del 10% annuo negli ultimi 15 anni. La performance etiopica sconta un basso PIL pro capite, scarsa penetrazione di internet e dei cellulari in generale, ma ci sono cinque aspetti che gli investitori dovrebbero tenere d’occhio. Nel corso degli anni l’Etiopia, in passato una delle dittature più dure dell’africa sub-sahariana, ha progressivamente intrapreso un percorso di democratizzazione e di pacificazione con i suoi vicini, ricevendo in cambio maggiore sostegno economico e politico dalle principali organizzazioni internazionali. Altro aspetto interessante riguarda la composizione della popolazione, per il 70% costituita da giovani al di sotto dei 30 anni, e circa il 50% sotto i 15 anni. L’Etiopia rappresenta inoltre uno dei mercati più interessanti, dove lo stato possiede la quasi totalità delle aziende ed è intenzionato, nei prossimi anni, a liberalizzare alcuni settori importanti, quale i trasporti, energia e telecomunicazioni. In tale ambito, il sistema etiopico rappresenta un importante e fervido ambiente per lo sviluppo di start-up, che potrebbero sfruttare proprio l’ondata di privatizzazioni promessa dal governo. Infine, l’Etiopia è situata in una posizione strategica lungo la rotta che collega l’Asia all’Europa e se riesce a sfruttare il basso costo del lavoro e la discreta diffusione della lingua inglese tra i giovani, può diventare un importante hub commerciale ed espandere i benefici di ciò a tutti i segmenti della popolazione. Attualmente l’Etiopia si colloca al 152° posto del Political Risk Evaluation Index, ma il mantenimento delle sue caratteristiche ed il perseguimento di una maggiore apertura all’esterno possono farle compiere un bel balzo in avanti, diventando anche un attore stabilizzatore della martoriata area del Corno d’Africa.

Categorie:Politico-economico

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