Energia e rischio politico

La capacità di garantire ai propri cittadini un approvvigionamento costante e a buon prezzo di fonti energetiche rappresenta un importante dissuasore di rischio politico. Cittadini costretti a pagare un prezzo eccessivo per i servizi energetici, magari non propriamente efficienti, possono diventare un problema politico non trascurabile, soprattutto se riescono a fare massa mettendo in piedi manifestazioni e scioperi. È quanto avviene, più o meno periodicamente, per quegli stati che non sono dotati di fonti energetiche proprie, e per tale motivo devono sottostare ai ricatti dei fornitori di turno: emblematica è la tattica che usa la Russia nei confronti delle ex-repubbliche sovietiche, nei confronti delle quali utilizza prezzi diversi per il gas, a seconda della loro maggiore o minore accondiscendenza a Mosca. Da alcuni anni, il World Energy Council pubblica un indice, denominato World Energy Trilemma Index, nel quale analizza la performance energetica degli stati, basandosi su tre parametri; Sicurezza energetica, Equità energetica, Sostenibilità ambientale.

L’ultima pubblicazione dell’indice, avvenuta nell’ottobre del 2018, ha classificato, sulla base dei tre parametri su indicati, ben 125 stati. Ai primi posti della classifica generale, come accade ormai da anni, ci sono Danimarca, Svizzera e Svezia, mentre le valutazioni dei singoli parametri hanno vincitori diversi: la Danimarca è al primo posto per la sicurezza energetica, seguita da Slovenia e Canada, l’equità energetica è capeggiata dal Qatar, seguito da Lussemburgo, Bahrein e Pesi Bassi, mentre Filippine, Costa Rica e Uruguay sono in vetta alla Sostenibilità Ambientale.

L’analisi del World Energy Council rileva anche le specificità delle varie aree geografiche in cui viene solitamente suddiviso il globo terrestre. Il Nord America è una regione caratterizzata da affidabilità delle fonti e prezzi ragionevoli, ma si trova dinanzi alla sfida di continuare a garantire tale situazione, mentre avviene la transizione energetica. L’Europa, invece, eccelle in accessibilità energetica e sostenibilità ambientale, mentre difetta in sicurezza energetica, essendo dipendente da altri per i propri approvvigionamenti. L’America Latina ha intrapreso una serie di iniziative per la diversificazione energetica, ma deve affrontare il passaggio alle fonti rinnovabili affrontando le sfide legate alla disponibilità infrastrutturale e alle estreme condizioni meteorologiche. La regione asiatica si trova dinanzi al problema di riuscire a garantire le esigenze energetiche della sua crescente popolazione, e l’affidamento ancora ai fossili ne fanno un punto critico, nonostante le importanti innovazioni introdotte principalmente da Cina e India. Per quanto attiene ai paesi del Medio Oriente, Golfo e Nord Africa, chiaramente la disponibilità di risorse energetiche è il punto forte, mentre la scarsità di risorse idriche, aggiunta al non soddisfacimento di maggior elettricità, potrebbe diventare un punto pericoloso. Infine l’Africa, che è in ritardo in tutti e tre i parametri, a causa di inefficienza e deficit infrastrutturali.

Categorie:Political Risk

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