La demografia dal Baltico ai Balcani

La demografia rappresenta uno degli elementi più importanti nelle valutazioni concernenti il rischio politico. Una popolazione giovane sarà maggiormente predisposta al cambiamento e ad intraprendere proteste nel caso di situazioni politiche difficili, mentre una popolazione più vecchia sarà tendenzialmente più conservativa. Un discorso simile può essere fatto per i costi del sistema di welfare state che aumentano nel caso di un invecchiamento della popolazione eccessivamente squilibrato. Lo studio degli andamenti demografici è quindi un requisito fondamentale, insieme a tanti altri, quanto meno per definire/classificare lo scenario politico in cui ci si muove. Un recente articolo di Bloomberg ha messo in risalto un fenomeno che si sta verificando nell’Europa Orientale, ovvero una popolazione in diminuzione ed in costante invecchiamento. In realtà Bloomberg riporta i dati di un report del Fondo Monetario Internazionale (FMI), nel quale si dice che le popolazioni degli stati dal Mar Baltico ai Balcani dovranno affrontare, da qui al 2050, una diminuzione della popolazione del 12% circa, con un conseguente ridursi della forza lavoro del 25% ed un raddoppio del numero dei pensionati per ogni lavoratore. In queste regioni si va incontro ad un fenomeno comune anche ad altri paesi emergenti, cioè quello di una popolazione che diventa vecchia ancor prima di diventare ricca, creando così una dinamica perversa che porterebbe al rallentamento della crescita. Lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione residuale porterebbe ad una diminuzione della forza lavoro e ad un abbassamento della produttività, effetti che insieme porterebbero un’enorme pressione sulle finanze pubbliche, pari ad una diminuzione annuale dell’1% del PIL. Il problema potrebbe essere attenuato attraverso due misure classiche, ovvero favorire l’immigrazione e aumentare l’età pensionabile. Tali misure cozzano però contro le politiche della gran parte di questi paesi, generalmente ostili all’ingresso di stranieri, ed in contrasto con l’aspettativa di vita che è più bassa della media europea.

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