L’azzardo delle previsioni di crescita del Fondo Monetario Internazionale

In uno dei suoi ultimi rapporti, nello specifico quello rilasciato lo scorso 13 novembre ed incentrato su Medio Oriente e Asia Centrale, il Fondo Monetario Internazionale mette in guardia contro un cambiamento dello scenario di crescita globale. Nonostante ci siano ancora alti livelli di crescita nei paesi emergenti, il rialzo dei tassi americani, il dollaro forte, la volatilità dei mercati, le sempre maggiori probabilità di guerre commerciali genereranno un’enorme pressione sui mercati emergenti e in via di sviluppo. Il FMI prevede per gli anni 2018-2019 una crescita stabile al 3.7%, ma con previsioni al ribasso per alcune grandi economie. Gli Statu Uniti dovrebbero vedere un abbassamento delle stime di crescita nel 2019 al 2,5% (contro il 2.9% del 2018), in larga parte a causa delle guerre commerciali, mentre negli altri grandi attori globali, ovvero area Euro e Cina, la crescita nel 2019 dovrebbe scendere rispettivamente all’1.9% (contro il 2.9% nel 2018) e al 6.2% (contro il 6.6% nel 2018). Le previsioni del FMI riguardo al Medio Oriente, Nord Africa, Afghanistan e Pakistan (MENAP) sono più ottimistiche, nonostante pongano l’attenzione su numerose incertezze nella regione: le previsioni di crescita per il 2019 nei paesi MENAP esportatori di petrolio sono in rialzo al 2%, contro una crescita dell’1.4% nel 2018, mentre per i paesi MENAP importatori di petrolio si prevede una crescita del 4% nel 2019, contro il 4,5% del 2018. Per quanto riguarda tali valutazioni c’è però da sottolineare che la loro affidabilità è temperata dalle numerose incognite presenti attualmente nello scenario politico internazionale che condizioneranno, inevitabilmente, l’andamento economico globale. La guerra commerciale tra USA e Cina, lo scenario europeo susseguente alle elezioni del maggio 2019, l’andamento economico di paesi emergenti che hanno nuove guide politiche (Brasile, Argentina) o che si apprestano a tornate elettorali importanti (Nigeria, Thailandia, Indonesia), sono solo alcuni degli eventi che potrebbero decidere il futuro corso dell’economia globale. Ed al momento ogni previsione è, semplicemente, un azzardo.

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