P-risks weekly report #0

L’evento che più di tutti potrebbe condizionare lo scenario politico futuro è rappresentato dallo storico incontro tra Il presidente statunitense Donald Trump ed il leader nordcoreano Kim Jong-un. I due si sono incontrati il 12 giugno a Singapore ed hanno siglato un accordo di denuclearizzazione della penisola nordcoreana. Sembrerebbe risolta anche l’annosa questione del nome da dare a ciò che viene chiamata usualmente Former Yugoslav Republic Of Macedonia: FYROM e Grecia hanno comunicato di aver trovato un accordo sul nome Macedonia Settentrionale, anche se dovranno essere i singoli parlamenti a ratificare la decisione. ETIOPIA Ed EGITTO hanno trovato un’intesa per una gestione condivisa delle acque del Nilo, nell’ambito del faraonico progetto della costruzione della diga denominata Grand Renaissance Dam. La ricerca di accordi con i vicini è il principale indirizzo del nuovo corso politico instaurato dal primo ministro d’ETIOPIA Abiy Ahmed che ha già siglato un’intesa con la vicina ERITREA. Si è dimesso il premier georgiano Giorgi Kvirikashvili, a seguito di disaccordi con il leader del partito.

Il candidato di sinistra alla presidenza del MESSICO Andres Manuel Santos Obrador, secondo gli ultimi sondaggi, ha ampliato a +17% il margine di vantaggio sul suo principale avversario, Ricardo Anaya, candidato di una coalizione composita, fermo al 20%. Questi risultati riflettono la sostanziale opposizione popolare nei confronti del partito al potere, il PRI, colpevole di non aver saputo affrontare e risolvere il problema della corruzione e della violenza generalizzata.

Ci sono state alcune importanti decisioni nel corso di questa settimane economica. La Federal Reserve americana ha deciso di alzare nuovamente i tassi, è la quarta volta quest’anno, portandoli nel range 1,75-2,00. In Europa, il presidente della BCE Mario Draghi ha rivelato che il Quantitative Easing terminerà con la fine dell’anno e che, probabilmente, da quel momento inizierà una lenta e graduale risalita anche dei tassi di interesse europei. La rinnegata Gran Bretagna continua a produrre buoni dati economici, considerato che nell’ultimo trimestre sono stati creati 146 mila nuovi posti di lavoro, contro i 120mila attesi. Non si può dire lo stesso della Germania, dove l’indice ZEW di confidenza degli investitori è crollato di -16 punti in giungo, contro le previsioni di -14. Questo ennesimo crollo è il sintomo principale delle tensioni politiche sia in merito alla questione Italia che in riferimento alle guerre commerciali con gli Stati Uniti. La Banca Centrale del PAKISTAN ha svalutato la sua moneta, la rupia, per la terza volta nel corso di quest’anno, nel tentativo di ridare fiato all’economia e di contrastare le speculazioni che circa una possibile richiesta di aiuto al Fondo Monetario Internazionale. Nel frattempo i paese del golfo hanno concordato una serie di aiuti del valore di 2,5 miliardi di dollari a favore del Regno di GIORDANIA, per far fronte alle numerose proteste popolari degli ultimi tempi, causate dai propositi di aumento delle tasse.

Nel caos generato da una transizione politica non facile, con il voto di sfiducia ai danni del premier Mariano Rajoy e l’elezione di Pedro Sanchez alla guida del paese, circa 200 mila persone si sono riversate per strada nei PAESI BASCHI per rivendicare il loro diritto ad un referendum per l’indipendenza dalla SPAGNA. È un momento delicato per il nuovo governo del socialista Sanchez che deve trovare il modo per ripagare baschi e catalani, per aver fornito il supporto per la mozione di sfiducia ai danni di Rajoy. Proteste si sono avute anche in ROMANIA, dove nella capitale Bucarest alcune migliaia di persone si sono riversate per strada, per protestare contro le ingerenze della politica nei confronti dei giudici anti corruzione. Tre attivisti del movimento radicale di HONG KONG sono stati condannati a pene molto severe, per essersi opposti alla polizia ed averne ostacolato l’attività, nel corso delle proteste dei gruppi a favore dell’indipendenza dalla Cina. Proteste si sono avute anche in VIETNAM, dove la decisione del governo di creare tre zone economiche speciali ha portato la gente a protestare, per la paura che queste zone consentano alla Cina di estendere la propria influenza.

Categorie:Political Risk

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